Barbatianus: la città romana sepolta sotto Pagani

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Una strada che porta il nome di una città scomparsa.

Nel territorio di Pagani esiste una strada denominata Barbazzano. Un toponimo apparentemente ordinario, che in realtà rappresenta l’ultima traccia superstite di un’antica città romana risalente a circa duemila anni fa. Una città che sorse sulle rovine di un centro ancora più antico, che conobbe un breve periodo di sviluppo e che infine scomparve, sepolta dai detriti vulcanici, dalle alluvioni e dall’inesorabile scorrere del tempo. Il suo nome era Barbatianus, e nelle sue fondamenta riposano le radici più profonde dell’identità storica di Pagani.

Prima di Barbatianus: Taurania

Per comprendere le origini di Barbatianus è necessario risalire a ciò che la precedette. Le prime tracce di insediamento in quest’area sembrano collocarsi almeno nel primo millennio avanti Cristo, quando i Taurani diedero vita a un nucleo urbano noto come Taurania. L’importanza di questo centro è attestata dallo storico romano Tito Livio, che ne fa menzione nelle sue opere, confermando come Taurania non fosse un semplice villaggio rurale, bensì un centro riconosciuto, dotato di una propria rilevanza politica e geografica. La sua esistenza fu tuttavia troncata dalle vicende belliche dell’epoca. Taurania cadde sotto i legionari di Silla, che la saccheggiarono e la rasero al suolo con tale sistematicità da non lasciarne traccia alcuna. Fu la fine di un insediamento, ma non la fine di quel territorio.

La fondazione di Barbatianus

Sulle rovine di Taurania, Roma edificò un nuovo insediamento, al quale fu attribuito il nome di Barbatianus. La tradizione storiografica locale ricollega tale denominazione a un funzionario romano, probabilmente appartenente alla gens Barbata, sebbene l’identificazione precisa della figura storica rimanga incerta tra le fonti disponibili. Ciò che appare invece documentato è la persistenza del toponimo nel tempo: il nome Barbatianu compare nei testi del Codice Diplomatico Cavese a partire dall’VIII secolo, e la forma dialettale Barbazzano, sopravvissuta fino ai nostri giorni nella denominazione stradale, ne costituisce la diretta derivazione. In questo senso, il nome di una strada racchiude e comprime duemila anni di storia urbana. Barbatianus si sviluppò lungo la medesima direttrice geografica che aveva garantito prosperità a Taurania: la pianura del Sarno, percorsa dalla Via Popilia, arteria di fondamentale importanza per i commerci e i movimenti militari.

Una storia breve: terremoti, Vesuvio e Sarno

Lo sviluppo di Barbatianus fu tuttavia drammaticamente interrotto da una serie di calamità naturali di eccezionale portata. Tra gli anni 60 e 63 d.C., due violenti terremoti colpirono la regione, danneggiando gravemente la colonia. Pochi anni dopo, nel 79 d.C., l’eruzione del Vesuvio unita a una devastante piena del fiume Sarno, completò la distruzione di quanto era sopravvissuto ai sismi. Il territorio circostante fu investito da una catastrofe ambientale senza precedenti, che indusse i superstiti ad abbandonare la pianura per trasferirsi su quote più elevate. Probabilmente Il nuovo insediamento nacque nell’area denominata Curtis in Piano, o Cortimpiano: un luogo più sicuro, scelto da chi non aveva abbandonato quella terra ma intendeva rifondarla su basi più solide. Fu attraverso questa serie di migrazioni: da Barbatianus a Cortimpiano, da Cortimpiano al Casale dei Pagani, che prese forma, per stratificazioni e trasformazioni progressive, la Pagani che conosciamo oggi.

Cosa rimane

Di Barbatianus non sopravvivono strutture visibili di rilievo. Sopravvivono invece i toponimi. Via Barbazzano è il più eloquente, ma anche Lamione e via Lamia rimandano al culto della Dea Lamia, praticato dai Taurani su questo stesso territorio ancor prima dell’arrivo di Roma. Al di sotto dell’asfalto e delle costruzioni moderne, strati di storia attendono ancora di essere adeguatamente indagati.

Una città che non sa quanto sia tenace

La storia di Pagani si distingue per una notevole continuità, nonostante le ripetute distruzioni subite nel corso dei secoli. In ciascuno di questi momenti, i superstiti non scelsero la fuga lontana: si spostarono di qualche altura, fondarono un nuovo insediamento, ricominciarono. Quella tenacia non è un dettaglio folkloristico, ma il filo conduttore di questa città lungo un arco di tremila anni. Questa capacità di resilienza costituisce un tratto distintivo della città, che si protrae da millenni. Anche nel presente, segnato da difficoltà istituzionali come lo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose e il conseguente commissariamento, tale continuità storica offre una chiave di lettura alternativa alla rassegnazione. Se in passato il territorio ha saputo riorganizzarsi dopo catastrofi ben più devastanti, la questione attuale non riguarda tanto la capacità di ripresa, quanto le modalità e le scelte attraverso cui essa potrà realizzarsi. La storia dimostra che Pagani possiede le risorse per ricominciare: lo ha già fatto più volte, spesso partendo da condizioni ancora più difficili.

Fonti e riferimenti

  • Comune di Pagani – Cenni storici, sito ufficiale
  • Eroica Fenice – La storia di Pagani: dalle origini sannite al nome attuale
    Codex Diplomaticus Cavensis, Abbazia della Santissima Trinità, Cava de’ Tirreni