Pagani. “Tosello ro Cartuccia”: fede, memoria e tradizione

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Ieri, in occasione dell’Ottava, i Serra hanno reso omaggio alla Madonna delle galline con il proprio tosello.

di Marco Visconti

Ritorna la tradizione in via Malet, quella vera, non quella paventata sui dépliant o da qualche noto influencer. Qui il forestiero viene accolto da un caldo piatto e da un buon bicchiere di vino, mentre si gode il piacevole ballo dei danzatori frammisto ai suoni di tammorre, di fisarmonica e di una cantata folkloristica. La Madonna delle Galline è rientrata nel suo santuario; i Cartuccia hanno chiuso il tosello il 17 aprile, l’Ottava.

«Ciò che hai iniziato ce lo portiamo avanti con fede», queste sono le parole che, come un inno, muovono il Tosello ro Cartuccia. Sì, perché a portare avanti la tradizione, che scava il suo solco nel passato, è stato il papà dei Serra,Luigi Serra. I figli e la mamma, insieme ai familiari e agli amici muniti di buona volontà, hanno allestito con grande lena il tosello in via Malet.

Al centro Rita insieme ai volontari.

«Il tosello nasce nel 2003, commentano Carmine e Salvatore Serra, nostro padre era devoto alla Madonna. Lo ha fatto per 20 anni, poi venne a mancare nel 2023 e per due anni non è stato allestito. Quest’anno ho deciso – risponde Salvatore – di portare avanti la tradizione. Sulla stessa falsariga di donare cibo secondo la tradizione, mi vengono in mente i ragazzi del parcheggio, che ogni anno venivano a onorare nostro padre….

Già il venerdì pomeriggio, prima di aprire il tosello, vedi tutto preparato per bene. Poi, quando si può entrare, e le persone vedono le leccornie, vogliono pagare. Noi non chiediamo nulla e loro rimangono sbigottiti. Non chiediamo nulla perché è devozione, è un legame. Sono legami di oltre 20 anni; io – Salvatore Serra – avevo 7 anni, oggi vengono persone che sono sposate e hanno figli. Ci sono ragazzi che vivono a Nottingham e sono venuti a trovarci qui.

Rita che realizza i tagliolini e i carciofi.

In cucina ci sono donne e uomini armati di buona volontà; vediamo Pina, Ugo, Rita e altri ancora, che si adoperano senza sosta a preparare diverse pietanze: le penne col sugo – il tagliolino di Rita è stato dispensato nei giorni scorsi – il panino con broccoli e salsiccia e, per finire, il carciofo; mentre Gaetano, insieme a un altro volontario, si adopera a servire il vino.

Gaetano.

Non si stancano, sembrano delle macchine che lavorano incessantemente. Viene offerto tutto gratis, non perché ci sia disprezzo per il denaro, sia chiaro, ma perché si comprende che fare le cose con devozione e con amore va oltre la materia: ci si eleva con lo spirito in un arricchimento personale.

Luigi Serra Ph Enzo Mainardi.

Il tosello, riccamente addobbato, ospita l’edicola votiva con la Madonna; seguono quadri e foto di Rita che prepara i suoi appetitosi tagliolini, poi al lato del cortile troviamo un pollaio al cui interno vi sono le galline, un racconto della leggenda della Madonna e, infine, all’uscita, il ricordo di chi viveva in quel posto: Francesco Amarante e Luigi Serra.