Pagani – Ci sono cittadini che hanno smesso di credere che la politica possa incidere sulla vita quotidiana. E poi ci sono candidature che provano a riaprire un dialogo proprio con loro. È in questo spazio che si colloca Salvatore Rosario Giordano, avvocato e candidato al Consiglio comunale nella lista civica Progetto Comune, a sostegno di Nicola Campitiello sindaco. La sua idea di fondo è semplice, almeno nelle intenzioni: riportare la politica dentro la vita reale delle persone, fuori dai linguaggi autoreferenziali e dalle promesse astratte.
«Non cerco un semplice voto. Cerco partecipazione e continuità soprattutto dopo il voto», ripete. Una frase che non nasce come slogan, ma come tentativo di impostare un metodo: uniti si rappresenta, dal basso si cambia. Un candidato che arriva dalla vita quotidiana, Giordano non proviene da percorsi politici tradizionali. La sua formazione è quella di un avvocato e di un amministratore condominiale, abituato a confrontarsi con problemi molto concreti: condomini in conflitto, lavori rinviati per anni, spese difficili da sostenere, decisioni che richiedono mediazione più che teoria. Una dimensione che, nel tempo, diventa anche una lente per leggere la città: non come insieme di grandi strategie, ma come somma di fragilità quotidiane. Accanto alla professione, porta avanti un impegno culturale attraverso l’O.P.T.A. – Osservatorio Paganese Tradizioni e Arti, nato nel 2019 per raccogliere e valorizzare la memoria della città, dalle tradizioni popolari ai mestieri scomparsi.
Opta come possibilità concreta di scegliere un arte o un mestiere e di semplicemente custodirlo e trasferirlo nel tempo o perché no di farne il proprio lavoro. Le arti come patrimonio culturale . Nel suo racconto, Pagani è una città che vive “a intermittenza”. Periodi in cui si anima, si riempie di iniziative, e altri in cui tutto sembra rallentare fino a fermarsi. Il problema, secondo Giordano, non è la mancanza di eventi, ma la loro discontinuità. L’assenza di un filo che tenga insieme cultura, tradizioni, arti, commercio e socialità nel tempo. Da qui l’idea di una programmazione stabile. Fatta anche di semplici contenuti e non di contenitori vuoti. Altrimenti la stessa ZTL, diventa una scatola vuota e ulteriormente penalizzante per il cittadino e per il commercio stesso.
I GIOVANI poi, dovrebbero essere l’unico grande investimento di ogni amministrazione. Riempire il vuoto culturale, sociale, ludico, di aggregazione con spazi veri. Non solo lavoro, ma soprattutto luoghi. Secondo Giordano, il problema principale è l’assenza di contesti dove crescere, orientarsi, confrontarsi, trovare punti di riferimento tra scuola, famiglia e mondo del lavoro. Spazi che non siano occasionali, ma continui. L’idea è quella di una rete tra associazioni, parrocchie e realtà culturali, capace di offrire presìdi stabili di ascolto, confronto, incontro e formazione. Dentro questo ragionamento entra anche un tema meno visibile ma che ben potrebbe essere un punto di attrazione anche per i giovani : la scomparsa dei mestieri artigianali. Figure come falegnami, elettricisti, idraulici, fabbri, cestai…. Competenze che un tempo si tramandavano e che oggi rischiano di sparire, con conseguenze non solo economiche ma anche sociali. Ho vissuto dice Giordano l’infanzia dove al pomeriggio si restava in pochi a correre dietro al pallone perché in tanti intorno alle 16 raggiungevano la bottega dove imparavano un lavoro fuori dall’orario scolastico. Oggi in quello stesso cortile non c’è più nessuno, neanche il pallone e le botteghe tante di quelle botteghe sono chiuse, tanti di quei mestieri sempre più rari.
Un altro punto nasce dall’esperienza diretta sul campo: il patrimonio edilizio privato.
Molti edifici costruiti tra gli anni ’60 e ’80 oggi presentano problemi strutturali o di manutenzione, spesso affrontati in ritardo o in modo frammentato. Per Giordano, questo non è solo un problema privatistico , ma una questione che riguarda l’intera città. Da qui l’idea di strumenti pubblici di supporto: sportelli tecnici più accessibili, percorsi semplificati per gli interventi, e soluzioni che aiutino a programmare la manutenzione invece di inseguire le emergenze. C’è poi un tema più sottile, ma centrale nel suo ragionamento: la perdita di spazi di incontro.
La vita sociale, sostiene, si sta spostando sempre più su dimensioni frammentate, spesso digitali, mentre diminuiscono i luoghi fisici di aggregazione. Come il cortile, il campetto, dove incontrarsi e rincorrere un pallone o un’altro qualsiasi gioco. La risposta non è solo organizzare eventi, ma creare spazi permanenti. Tra le proposte, una “biblioteca 2.0”: non solo luogo di studio, ma spazio culturale aperto, accessibile, dove studenti, famiglie e associazioni possano incontrarsi lavorare insieme a progetti. eventi. La cultura si promuove, l’aggregazione e il confronto sono crescita . Tutto si riassume in un’impostazione: la politica come rete di partecipazione, non come distanza. Nessuna appartenenza chiusa, nessuna barriera all’ingresso. Solo un’idea semplice, che Giordano sintetizza così: « solo insieme si cresce solo insieme si ha voce ». Un modo per dire che il punto non è convincere chi è già dentro il dibattito politico, ma provare a raggiungere chi da tempo se ne è allontanato. In questa prospettiva, la candidatura nella lista Progetto Comune si presenta come un tentativo di riportare la politica dentro la vita quotidiana della città: meno come competizione, più come infrastruttura di relazioni. Più compaesani che competitor, che crescano nella maturità e consapevolezza che se cresce la città si cresce tutti.
Una sfida che, prima ancora che elettorale, si misura sulla possibilità di ricostruire un legame di ritrovata fiducia tra istituzioni e cittadini in una città che sembra procedere per momenti isolati, più che come un sistema continuo.
Pagani col suo potenziale e patrimonio storico culturale , non può vivere solo due tre giorni all’anno.

