Il nostro territorio è malato, diamoci da fare

Parole da mandar giù a memoria, quelle del Ministro Sergio Costa in risposta all’interrogazione della Deputata Virginia Villani: “Nelle acque superficiali è emersa la presenza di parametri chimici superiori a quelli consentiti, scarichi abusivi e inquinamento anche da rifiuti urbani nelle acque sotterranei e nei pozzi gestiti dal Consorzio. Andiamo avanti nella risoluzione con l’istituzione del tavolo tecnico ed il piano di risanamento” scrive il Ministro. Emergono dei superamenti dei parametri chimici delle acque, quali cromo e cadmio. In diversi punti dell’alveo risultano picchi di superamento in particolari periodi dell’anno, dovuti alla produzione di alcune aziende agricole e manifatturiere. Gli otto acquiferi ricadenti nell’area del torrente Solofrana sono stati classificati come non buoni. Vi sono molti pozzi gestiti dal Consorzio di bonifica e altri privati, che parametri chimici preoccupanti. Un’altra criticità molto grave è rappresentata dalla presenza di rifiuti urbani e non, su tutto il reticolo naturale. Le principali criticità sono da imputare alle carenze del sistema di collettamento e depurazione per l’elevato tasso di perdite dalle reti fognarie vetuste ed il limitato allacciamento agli impianti di depurazione. Altre criticità sono dovute all’insufficienza di sistemi di trattamento, l’assenza di una rete di collettamento di acque bianche con conseguente sovraccarico degli impianti di depurazione e immissione di numerosi scarichi di troppo nelle fognature urbane di tipo misto e nel reticolo idrografico, senza alcun tipo di trattamento. “

Fin qui la radiografia di Costa ma ora è tempo di passare ad una fase due o tre, persino quattro. La conferma del generale all’Ambiente, con tanto di tacchi sbattuti al giuramento, ci garantisca per davvero sul quel che è urgente fare. Altrimenti non ci rimarrebbe che affidarci a Conte, non quello dell’Inter, Mattarella e Papa Francesco. No, Greta, no. Porta sfiga la sua tristezza che non va via manco per favore. Nemmeno le Samara di turno, il lenzuolo da bianco diverrebbe nero col trascorrere delle ore. Caro Ministro-Generale, persona seria e perbene, ora passi ai fatti, andando oltre i pur apprezzati controlli ormai quotidiani. Solleciti le Procure a muoversi da un lato e chi deve porre in essere lavori dall’altro. Istituzioni in prima linea ma anche col contorno fondamentale dei cittadini, partendo ad esempio da marce in stile Torre Annunziata, cioè roba che unisce amministratori, tutte le associazioni e i singoli individui, senza divisioni, senza frammentazioni, senza isterismi. Chiediamo anche la presenza forte in campo della Chiesa, come è accaduto e accade altrove. La Campania ora ha quattro ministri, li usi in primis per il problema dei problemi. Non accadeva dal governo Andreotti del 1990 con Rosa Russo Iervolino, Antonio Gava, sostituito poi da Vincenzo Scotti, Paolo Cirino Pomicino e Francesco De Lorenzo. A parte la Iervolino, passarono alla storia per tangenti, condanne e in qualche caso connivenza col crimine. Da Costa, Di Maio, Spadafora e Amendola – aggiungiamo il pugliese Boccia che per motivi di famiglia conosce alla perfezione il territorio- c’aspettiamo ben altro, cominciassero dal Sarno, dal diritto alla salute, che prevale su tutto, anche e non solo sui soldi.