Attesa per la fase 2

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Il virologo Fabrizio Pregliasco, ospite della trasmissione “Circo Massimo” su Radio Capital, ribadisce la necessità di valutare l’andamento dell’epidemia quotidianamente per valutare l’avvio della fase 2.  Tutto questo per “partire con maggiore serenità e quindi anticipare le aperture vuol dire aprire i rubinetti dei contatti aumentando così il rischio infezione”.

Il miglioramento della situazione, secondo il virologo dell’Università di Milano, non deve spingere a prendere decisioni affrettate.

Se le terapie intensive, in Lombardia e in Piemonte, stanno iniziando a svuotarsi non bisogna dimenticare che ancora ci sono i 3000 casi al giorno.

Le date del 25 aprile e del 1° maggio che solitamente vedono tante persone riversarsi per le strade devono evitarsi, al fine di programmare una riapertura ragionata che non infici i risultati ottenuti con il lockdown.

Dopo i due ponti in arrivo, Pregliasco intravede la possibilità di un’apertura vigilata: “ma dopo credo che si arrivi ad un livello di accettabilità di rischio tale per cui si possa ripartire. Soprattutto per quanto riguarda gli aspetti del lavoro, delle attività strategiche, bar, ristoranti, dobbiamo mandarli molto avanti, solo così riusciremo a ripartire”.