I racconti di Carmine Lanzieri Battaglia. ” I miei risparmi”

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Come vecchia abitudine io certi tipi di monete li conservo in un salvadanaio.

Prima di aprirlo aspetto che sia pieno fino all’orlo, al punto che non vi entra più niente. Poi ne comincio un altro, non importa se è d’estate o pieno inverno, i barattoli con la fessura a casa mia si danno il cambio, uno muore sventrato ed uno nuovo e vuoto ne prende il posto, è la vita.

Cosa ne faccio del contenuto? Il più delle volte integro le spese per le vacanze al mare, rappresentando così l’impegno di risparmiare per poterne godere successivamente.

A questo punto dell’anno in genere ho già un salvadanaio abbastanza pieno da avere difficoltà a sollevarlo, le monete pesano, specialmente quelle bicolori, loro sono le uniche che trovano posto al riparo del barattolo di lamiera leggera e decorata; quindi di norma ne prendo uno nuovo e ricomincio con il tintinnio metallico che accompagna ogni moneta che si accomoda al suo interno.

Quest’anno devo riportare una piccola, ma non insignificante, variazione sul tema: il salvadanaio quasi pieno si trova in un punto di casa mia non accessibile in questi giorni e quindi non posso ottemperare al completo riempimento, almeno per ora.

In effetti è capitato anche a noi quello che è successo a tanti altri: uno dei miei figli, sospettando di aver contratto il Coronavirus, e sottoponendosi al tampone di controllo si è tolto il dubbio, ed essendo risultato positivo, ha costretto tutti noi alla cosiddetta quarantena fiduciaria fino al tampone di riscontro previsto da qui a dieci giorni.

E che c’entra tutto questo con il salvadanaio? Beh, io lo conservo nella camera che ora il “positivo” occupa in maniera esclusiva e non volendo infrangere le regole ho pensato bene di lasciarlo stare e di prendere un nuovo barattolo. In realtà l’ho ordinato per telefono al mio negozio di casalinghi di fiducia che me lo ha consegnato insieme alla fornitura di detersivi e detergenti necessaria alla famiglia.

Stavo quasi per annunciarne l’inaugurazione al resto della famiglia, iniziando la nuova raccolta con qualche moneta luccicante, ma poi mi sono fermato. Ho lasciato andare i pensieri ed ho deciso di farne un altro uso. Io non ho mai tenuto un diario, ci ho provato più volte, raccogliendo idee e pensieri e trascrivendoli sulle pagine di quelle agende che una volta in molti regalavano come beni promozionali all’inizio di un nuovo anno.

Ma non sono mai andato avanti per molto, ho lasciato sempre decine di pagine vuote, riportando solo qualche sporadica scrittura quasi sempre piena di cancellature e che il più delle volte perdeva di significato con il passar del tempo.

Cosi ho deciso di utilizzare il nuovo salvadanaio in modo diverso, ci metterò dentro tutti i miei pensieri belli e ne farò un “salvapensieri”.

Al mattino, al pomeriggio o alla sera, in qualsiasi momento della giornata quando un pensiero bello sorge dai meandri della mia mente, beh io guarderò il mio barattolo colorato e lo lascerò scivolare dentro.

Lo so, non peserà mai molto, e non farà alcun rumore quando lo scuoterò per vedere a che punto è la mia raccolta; ma mi immagino già sorridente quando, in un giorno di pioggia battente, con il cielo plumbeo più del mio umore, con la testa pesante ed il cuore in cantina, io lo prenderò e, capovolgendolo, come si faceva da ragazzi per rubacchiare qualche monetina, ne farò uscire attraverso la fessura, qualche bel pensiero, conservato, risparmiato, accantonato per un momento triste.

E magari da regalare, per illuminare altri cieli grigi e piovosi.

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