WhatsApp limita l’inoltro dei messaggi virali: meglio impedire che disciplinare?

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Oltre le misure restrittive nazionali e regionali per contenere la diffusione del Coronavirus, c’è anche una nuova limitazione da tener presente: quella addottata dalla popolarissima  app di messaggistica WhatsApp che ha annunciato il limite a una sola chat per volta l’inoltro di messaggi “virali”, cioè di quei messaggi che sono già stati inoltrati molte volte.

Al momento è infatti possibile inoltrare un qualsiasi messaggio, virale o meno che sia, fino a cinque chat per volta, siano esse conversazioni di gruppo o con singole persone.
I messaggi virali sono quelli contrassegnati da una doppia freccia che segnala i messaggi provenienti da più inoltri e quindi di provenienza incerta: la doppia freccia è stata inserita mesi fa da WhatsApp per segnalare a chi riceve un messaggio quando questo potrebbe contenere informazioni fuorvianti o false. Il nuovo limite dovrebbe essere un deterrente per la circolazione di notizie false riguardanti la pandemia da Coronavirus, e sarà introdotto nei prossimi aggiornamenti dell’app.

Ovviamente, non tutti i messaggi inoltrati contengono notizie false o contribuiscono alla disinformazione“, si legge nel comunicato di WhatsApp sul nuovo limite. “Molti utenti inoltrano informazioni utili, video divertenti, meme o riflessioni che ritengono significative. Di recente, WhatsApp è stata utilizzata anche per organizzare manifestazioni a sostegno degli operatori sanitari impegnati in prima linea. Tuttavia abbiamo riscontrato un notevole incremento della quantità di messaggi inoltrati. Molti utenti ci hanno riferito di essere infastiditi da questi messaggi e di temere che possano contribuire alla diffusione di notizie false. Riteniamo pertanto che sia importante rallentare la propagazione di questi messaggi per mantenere WhatsApp un luogo dedicato alle conversazioni private.”

Limitazione, questa messa a punto da WhatsApp, che potrà anche avere la sua efficacia nel tentativo di arginare la disinformazione che si acuisce e diventa virale nei momenti di ‘fragilità’ sociale, o che attiva la ‘macchina del fango’ contro l’uno o l’altro a seconda del momento; ma siamo sicuri sia la soluzione? Un impatto forte sull’immaginario collettivo potrebbe averlo una seria assunzione di responsabilità civile e penale con l’inasprimento della pena, per esempio.
Si tratta di una scelta sicuramente legittima ma dai contorni un po’ autoritari che dovrebbe indurre il fruitore a una riflessione consapevole sullo strumento di discernimento che applichiamo perché in questo caso non vale il detto ‘meglio prevenire che curare’ ma pare sia più facile impedire che disciplinare ed eventualmente punire.