VIDEO – 32 anni fa ci lasciava Giorgio Almirante “Noi possiamo guardarti negli occhi”

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Il 22 maggio 1988 ci lasciava Giorgio Almirante, dopo aver portato a lungo quel lume dietro di se, camminando lui al buio e illuminando il cammino di chi lo seguiva. Vive ancora nel limpido ricordo e nell’ammirazione di milioni di italiani.

Giorgio Almirante è nato Salsomaggiore Terme, 27 giugno 1914, è stato un politico e giornalista italiano. Durante la Repubblica Sociale Italiana, ricoprì la carica di capo di gabinetto al Ministero della Cultura Popolare. Nell’immediato dopoguerra fu tra i fondatori del partito di ispirazione fascista Movimento Sociale Italiano (1946), e deputato dal 1948 in poi. Segretario del MSI nel 1947-1950 e poi tra il 1969-1987; ha appoggiato nel 1972 la fusione con i monarchici, mutando la sigla del suo partito in quella di MSI – Destra Nazionale.

Giorgio Almirante era tante cose, aveva occhi magnetici, quella parlata forte e serena, era quelle parole d’ordine che non dimentichi, era l’umiltà di un segretario di partito che girava in A112 e visitava, senza avvertire, tutte le federazioni sparse per l’Italia. Il suo manifesto: “Noi possiamo guardarti negli occhi”. Ha portato avanti, in tempi durissimi, la Fiamma, quando essere della Fiamma voleva dire essere ghettizzati, ostracizzati, uccisi, porsi al di fuori di ogni ambizione personale.


Quando l’11 giugno del 1984 morì Enrico Berlinguer, colpito da un ictus durante un comizio per le elezioni europee, Giorgio Almirante si recò in Via delle Botteghe Oscure, allora sede del PCI, dove era stata allestita la camera ardente dell’avversario di sempre per rendergli un commosso omaggio e si mise in fila, lui, ex-fascista, con gli altri comunisti.

Nessuno lo contestò o lo scacciò. Giancarlo Pajetta e Nilde Iotti lo riconobbero, e affabilmente lo invitarono a seguirlo all’interno davanti alla salma dell’uomo con cui aveva avuto confronti decisi ma leali. Quando Almirante morì, il 22 maggio del 1988, gli stessi Pajetta e Iotti si recarono in via della Scrofa, sede del MSI, per ricambiare l’omaggio, circondati, da parte dei “camerati”, dello stesso rispetto che i comunisti avevano riservato 4 anni prima all’uomo di destra davanti alla bara del loro segretario.

Che rimpianto di quell’uomo di sinistra, che non aveva bisogno di insultare o di demonizzare nessuno. Che rimpianto di quell’uomo di destra che rispettava chi non era dalla sua parte senza offendere e senza odiare. Che nostalgia di un’altra politica.

Assunta Almirante: “Il caloroso saluto degli “Amici della Fondazione Giorgio Almirante” al Leader Missino nella giornata dell’aniversario della sua scomparsa. Non vi nascondo che sentire la sua voce, sul finale, mi ha fatta commuovere”.