Seduto tra il pubblico c’era l’esempio vivente di quel che potrebbe fare e fa già il calcio per vincere la guerra contro il bullismo: Giancarlo Mattucci, ex calciatore molosso, allenatore, educatore. In un contesto dove tutti vogliono vincere subito, magari subito e senza rispettare le regole, anni fa coniò la frase per i ragazzi che allenava ed educava: “Giochiamo per vincere ma la sconfitta non ci mortifica”.Nell’aula consiliare del comune di Nocera Inferiore si è svolta, presentata da Maurizio Schettino, la manifestazione “Un calcio al bullismo”. L’idea, sviluppata dall’associazione AS.VEI.DE, col patrocinio del comune di Nocera Inferiore (rappresentato dall’assessore Federica Fortino),ha visto la partecipazione di una scarna rappresentanza degli alunni del liceo scientifico sportivo e della Nocerina (rappresentata dal presidente Paolo Maiorino). Ospiti dell’evento Fabrizio Maiello, promessa del Milan, prima di smettere col calcio e darsi alla delinquenza per poi uscirne e dedicarsi al sociale, e Antonella Leardi, la madre del tifoso del Napoli Ciro Esposito ucciso nel 2014 a Roma. E’ intervenuto Riccardo Caruso, calciatore della Nocerina che nel 1978 conquistò la promozione in B.
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