Continua l’occupazione degli uffici della Direzione Generale dell’Asl Na3 Sud presso il Bottazzi di Torre del Greco. Una protesta pacifica, che volutamente evita facili clamori, ma che non vuole saperne di arretrare di un solo centimetro. Anzi.
Come spiegato da Salvatore Altieri, Segretario Responsabile dell’Area Metropolitana CISL FP Napoli, l’occupazione andrà avanti. “Ci troveranno qui – spiega Altieri – fino a lunedì, martedì ed oltre ancora, fino a che non saremo ascoltati. Lo facciamo nell’interesse dei lavoratori, dei disoccupati, dei nostri giovani. Insomma, della collettività. Non abbiamo ancora portato le nostre brandine, ma lo faremo, perché non abbiamo intenzione di mollare”.
La richiesta è di essere ricevuti ed ascoltati dall’Amministrazione, in particolare dalla direttrice Costantini (vano il nostro tentativo di contattarla per raccoglierne dichiarazioni, ndr). “Ieri – continua Altieri – mentre la Digos tentava la mediazione, è andata via”.
Spiega nel dettaglio i perché della protesta, il Segretario Responsabile dell’Area Metropolitana CISL FP Napoli. “È da mesi che sottoponiamo all’attenzione della Direzione Generale dell’Asl Na3 Sud questioni annose, che affliggono lavoratori ed utenza, ma ci siamo sempre scontrati contro un muro di indifferenza. Cosa chiediamo? Molto semplice, di organizzare i servizi ed evitare quelli che – in mancanza di prove ed argomentazioni contrarie – dobbiamo necessariamente ritenere degli sprechi. Basti penare che nel mese di agosto è stata approvata una delibera per sopperire alla carenza di personale interno nel periodo di ferie, reclutando 10 lavoratori interinali con la qualifica di infermieri. Ebbene, è noto che le ferie estive si fanno a luglio, agosto, magari ad inizio settembre, ed invece quando comincia il servizio di questi 10 infermieri? Dal 20 agosto, fino al 20 settembre, poi ottobre e novembre. In periodi, insomma, in cui notoriamente non si va in ferie. Abbiamo chiesto un chiarimento, ma nulla”.
Un fiume in piena, Salvatore Altieri. “Abbiamo chiesto chiarimenti anche per il servizio di assistenza domiciliare di lesioni complesse. Un servizio essenziale, affidato da un paio di anni ad una cooperativa esterna. Per carenza di personale? Certo che no, visto che tutti gli infermieri professionali impiegati in questo servizio continuano ad esservi destinati, ma con una massa di interventi di gran lunga inferiore rispetto a quella gestita in precedenza. Insomma, paghiamo due volte per lo stesso servizio. Anche rispetto a quest’argomento abbiamo più volte chiesto chiarimenti e spiegazioni, senza ottenere alcun riscontro”.
Un silenzio – quello incassato – che ha spinto alla ricerca di diversi interlocutori. “Una settimana fa, esasperati da questa situazione, abbiamo allertato la Procura della Corte dei Conti, il Governatore De Luca, il Presidente della Quinta Commissione Regionale, il Presidente della Prima Commissione Regionale, quella sulla Trasparenza. Ovviamente abbiamo compulsato la stessa Dott.ssa Costantini, chiedendo ad esempio chiarimenti in relazione all’acquisito di farmaci molto costosi, chiedendo di controllare se quelli acquistati corrispondessero alle esigenze effettive. Nessuna risposta”.
Quindi una valutazione sui lavoratori interni. “Si è generata una situazione di forte sofferenza. Gli stipendi sono più bassi rispetto al passato, gli incentivi netti oscillano tra i 40 ed i 50 euro, il tutto a fronte di un carico di lavoro invece considerevole. Qual è la nostra situazione in sintesi? Il lavoro aumenta ma peggiora, ci sono meno soldi ma più sprechi. Eppure l’Asl è un’azienda ed in quanto tale dovrebbe agire nell’interesse di un valore economico e produttivo. La nostra produttività? Disponiamo di circa 50 persone in possesso del titolo di operatore socio sanitario ma compriamo queste prestazioni all’esterno. Le pulizie sono affidate ad appalti esterni. Ovviamente ci sono situazioni in cui si può e si deve ricorrere all’acquisizione di personale ulteriore, fosse anche solo per sopperire a carenze di organico per ferie, malattie e maternità, ma vogliamo entrare in un circuito di normalità oppure no? La normalità è l’avviso pubblico. Che si tratti di reclutare OSS, infermieri o tecnici laboratorio, la regola è procedere con un avviso pubblico e relativa graduatoria, cui poi si va ad attingere a seconda delle esigenze. Anche in questo caso la nostra richiesta di dialogo è caduta nel vuoto. Non riusciamo a parlare nemmeno con gli altri sindacati: ad ogni riunione si ha la pretesa di uscire fuori tema, sovrapponendo argomenti ulteriori. Abbiamo quindi chiesto all’Amministrazione un tavolo separato per affrontare nel dettaglio le argomentazioni da noi sollevate. È stata questa l’unica domanda che ha ottenuto una risposta. È stato un ‘no’, arrivato nel giro di una decina di minuti. Come ho già detto andremo avanti. Fino a che non saremo ascoltati. Vogliamo trasparenza, legalità ed efficienza, passando per il confronto. Avremmo potuto sollevare una massa di gente puntando solo sul lato economico, ma la nostra iniziativa non ha solo connotati economici. Pensiamo che evitare gli sprechi possa innescare un miglioramento complessivo. Già interrogarsi su questi argomenti sarebbe un segnale di crescita. L’Amministrazione non deve sfuggire, deve ascoltarci”.

















