Stendardo dalla difesa alla Cassazione, passando per Agropoli…

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Dell’ordine degli avvocati di Roma l’ Avv. Guglielmo Stendardo. in Cassazione dopo una vita spesa in campo da difensore e con vacanze ad Agropoli assieme all’altro fratello calciatore quest’anno anche della Paganese, e’ intervenuto su temi estremamente importanti che riguardano lo Sport e la sua funzione sociale: “Lo sport per me è innanzitutto passione. Una passione che è nata sin da quando ero bambino. In Italia quasi un minore su tre è a rischio di povertà e di esclusione sociale, nonostante la diffusione dello sport, che è un potente strumento educativo e fattore di inclusione. Inutile ribadire come l’attività sportiva contribuisca in modo determinante alla fiducia in se’,all’autostima e facilita l’interazione sociale. Pertanto, essa diminuisce il rischio di varie malattie Psico fisiche, compresa la depressione e le sue conseguenze, a cui sono più esposti i membri delle minoranze in confronto a quelli della maggioranza. Lo sport dunque è un mezzo di integrazione sociale.Ma anche la possibilità di sviluppare la propria personalità e accrescere l’autostima. La partecipazione a diverse attività fisiche consente di conoscere e comprendere meglio i principi e i concetti dello sport: le regole del gioco;il fair play ;il rispetto, la consapevolezza tattica e corporea, lo sviluppo della resilienza. La commissione europea nel Libro Bianco sullo sport del 2007, ha infatti sottolineato come il tempo dedicato alla pratica sportiva generi benefici per il minore non solo in termini di salute ma anche sul piano dell’istruzione.Quali sono le sfide cruciali in cui bisogna investire per il futuro: eliminare gli ostacoli legati al costo, all’accessibilità e alle differenze culturali nella partecipazione ad attività ludiche, sportive, ricreative dei minori fuori dalla scuola;prevedere luoghi sicuri per svolgere queste attività, redigere una “carta di valori “dove l’accoglienza e la dignità di ciascuno figura ai primi posti; affidare a psicologi qualificati la valutazione e la risoluzione degli inevitabili problemi, creare una rete di volontari per operare su carenze di istruzione. La carta europea del 1992 definisce infatti lo sport come qualsiasi forma di attività che attraverso una partecipazione fisica e psichica accresce la propria autostima ,inoltre può aiutare a instaurare relazioni interpersonali con adulti e minori all’interno di un contesto di gioco.Il mio sogno è vedere Espressamente la parola sport nella costituzione, come diritto inviolabile dell’individuo e come interesse della collettività, anche al fine di rendere effettive le condizioni per l’esercizio da parte di tutti.Una rivoluzione culturale fondata sull’istruzione, sulla conoscenza, sulla competenza, sulla solidarietà, sull’altruismo, sull’umiltà, sul merito, sull’integrazione, sul rispetto delle regole, sulla lealtà, sulla trasparenza e sulla onestà. Tutti Valori che lo sport può, deve rappresentare e tramandare giovani che non sono solo il presente ma la speranza di un futuro migliore. Un mondo solidale, giusto, equo, com’è ovvio, non lascia indietro nessuno e delle fragilità si fa carico . Certo , questo sulla carta, non nelle intenzioni. Il mondo reale è più duro ed è difficile creare queste condizioni perché gli ostacoli sono molti e alcuni anche difficilmente superabili.