Voleva solo che venisse restituito quel telefonino che era stato rubato ad un ragazzino, in precedenza. Così si è difeso Clemente Mandile, il 18enne di San Marzano sul Sarno, accusato di tentato omicidio e lesioni. Dopo che domenica scorsa aveva accoltellato – per difendersi dice lui da un’aggressione – prima un ragazzo di 25 anni e poi suo padre. Il gip, dopo l’interrogatorio di garanzia, lo ha liberato dal carcere e sottoposto al regime degli arresti domiciliari. Nel rispondere alle domande del magistrato, il giovane ha spiegato che quel giorno, mentre era in villa con alcuni amici, aveva notato quel telefonino cadere dalla tasca di un ragazzino. Il telefono era stato preso da S.G., il 25enne che sarà poi colpito in serata da Mandile. Ragion per cui, il 18enne si era avvicinato al ragazzo dicendo che forse conosceva chi avrebbe potuto prenderlo. Ma quando si era recato nell’androne del palazzo dove abitava il 25enne, le cose sarebbero degenerate. Un’aggressione – a detta del giovane 18enne – provocata dalla vittima stessa, alla quale lui avrebbe reagito usando il coltello a stacco, ferendolo all’addome. Poi una ferita leggera anche al padre di lui, intervenuto per sedare gli animi.

