Domani sera domenica 31 luglio 2022 alle ore 21, per chiudere l’Estate di questa seconda edizione di Salerno Classica, progetto ideato dalla Associazione Gestione Musica, nell’atrio del Duomo di Salerno vi sarà un Concerto contro il femminicidio e sulla violenza di genere. La direzione dell’Associazione Gestione Musica, di Francesco D’Arcangelo, Fabio Marone e Gigi Lamberti, ha affidato questo ultimo appuntamento estivo, all’Ensemble Trame sonore, una formazione tutta al femminile, composta da Francesca Viero all’oboe, Olesya Emelyanenko al violino, Maria Cristina Masi alla viola, Karen Hernandez al cello e Juliana Vivian Carone, in veste di voce recitante.

Un programma particolare il loro che nasce dal coinvolgimento della Fondazione Adkins-Chiti «Donne in musica» che ha bandito online un concorso per il reperimento di musiche nuove sul tema, scritte da compositrici di tutto il mondo. E alla fine sono pervenute più di sessanta composizioni: un tesoretto dal quale di volta in volta vengono scelti brani che, alternati a composizioni più note e interventi recitati, vanno a formare uno spettacolo sempre nuovo, attraverso un caleidoscopio di riflessioni varie. Lo spettacolo ruota intorno ad un personaggio chiave che è Carmen. Carmen, infatti, non è soltanto la storia delle passioni travolgenti di una ribelle: la Carmen parla soprattutto del sacrificio rituale di un capro espiatorio.
Carmen: donna prima di tutto e bella, violenta, facile a concedersi agli uomini, un po’ criminale, del tutto ignara di questioni morali e religiose, una zingara: Carmen deve morire, non può che morire. Perché Carmen porta scompiglio ed è un pericolo. Per lei ci si batte a duello e gli uomini cominciano ad assomigliarsi tutti, accomunati dal medesimo oscuro oggetto del desiderio.
Il concerto, partendo da un canovaccio operistico che si apre con l’arioso di Orfeo, “Che puro ciel” dall’ Orfeo e Euridice di Christoph Willibald Gluck, una pagina di estasiata bellezza, per poi, sul filo rosso della Carmen di Bizet, aprire a pagine contemporanee sia musicali che drammaturgiche con brani di tre autrici dei nostri giorni (Frank, Russo e Raum) e testi originali della stessa Juliana Vivian Carone, prima di chiudersi con una preghiera, l’Ave Maria di Verdi: una supplica per scongiurare altre violenze in una società nella quale il dramma del femminicidio rimane soprattutto un problema culturale. Il linguaggio musicale e la parola “piena” della poesia, per dissolvere ogni sopruso, odioso come tutte le violenze.

