Salernitana-Nocerina: indagini concluse, recapitate le notifiche ai tifosi

Un’attesa di circa 2 anni e mezzo: 10 novembre 2013-14 marzo 2016. Tanto s’è dovuto attendere, tra conflitti di competenza territoriale e lungaggini relative a dibattimenti preliminari in merito alle eventuali esigenze cautelari di alcune delle persone coinvolte.

Salernitana-Nocerina, atto (extra-calcistico) ennesimo di una vicenda che per anni ha conosciuto la ribalta nazionale, tra immagini, foto e articoli che hanno sconfinato ben oltre i limiti del diritto di cronaca, “sputando” fango – e anche peggio – su un’intera comunità.

Nella giornata di ieri, sono stati notificati i primi avvisi di conclusione indagini, mittente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno. Destinatari, 23 tifosi della Nocerina presenti a Mercato San Severino il 10 novembre 2013, nelle ore di immediata vigilia di quello che fu ribattezzato “derby farsa”.

Il reato contestato è quello di violenza privata (art. 610 del codice penale), aggravata dal numero di persone coinvolte e dal presunto utilizzo di armi (art. 339 c.p.p.).

La notifica degli avvisi di conclusione indagini dà in pratica il via all’iter del processo vero e proprio sui fatti di Mercato San Severino. Da oggi, gli indagati avranno la possibilità, nel termine di 20 giorni, di poter rendere interrogatorio e depositare memorie difensive sulla base del capo di imputazione definitivo.

La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Salerno ha individuato le persone “offese” in tutti i tesserati della Nocerina dell’epoca – dirigenti, tecnici, collaboratori e calciatori -, per i quali, a termini di legge, ci sarebbe l’eventuale opportunità di costituirsi parte civile nel dibattimento.

«Apprendo con piacere che la Procura ha chiuso finalmente le indagini, individuando capi di imputazione definitivi per le 23 persone coinvolte, dopo oltre 2 anni». A parlare è l’avvocato Giovanni Vitale, che assiste alcuni dei tifosi che figurano nel novero degli imputati. «Ci auspichiamo che il processo abbia inizio in tempi brevi – ha aggiunto il giovane legale nocerino –, vista l’enorme mole di testi sia a carico che a discarico. C’è un’esigenza primaria, quella cioè di far luce definitivamente su una vicenda che crea ancora scalpore e tanti, troppi pregiudizi sui soggetti coinvolti e l’intera comunità».

La competenza del processo è radicata dinanzi a un giudice monocratico. Le difese, ora, potranno concentrare la propria attenzione sul lungo video registrato dalle telecamere delle forze dell’ordine all’esterno del Park Hotel San Severino il 10 novembre del 2013 che, secondo l’accusa, rappresenta la prova granitica della colpevolezza degli imputati.

L’analisi del video – circa 3 ore di girato – permetterà di cristallizzare le singole condotte, ma soprattutto di comprendere quali siano stati i dettagli che hanno portato alla cernita degli accusati rispetto a tutti gli altri soggetti presenti quella mattina a Mercato San Severino.

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