Il Domani è adesso” è la mozione che candida il salernitano Enzo Maraio alla Segreteria Nazionale del Partito Socialista Italiano Psi. Maraio, consigliere regionale campano in carica, ha ringraziato compagne e compagni che hanno aderito con convinzione, partendo dal segretario uscente Riccardo Nencini, primo firmatario della mozione. Altri big a sostenere Maraio sono Carlo Vizzini, Pia Elda Locatelli, Gennaro Acquaviva, Luigi Covatta, Ugo Intini e Pierpaolo Nenni. Tra le altre firme a sostegno del favorito Maraio, spicca quella della nocerina Maria Laura Vigliar. Il candidato-avversario è il foggiano Luigi Iorio. Ecco la significativa apertura, intanto, della mozione Maraio. L’Italia è in emergenza. Il desiderio di un cambiamento radicale viene affidato a movimenti antisistema, sovranisti, che fondano la loro legittimità da un lato sulla ricerca costante di un nemico, dall’altra sul nazionalismo
etnico, il contrario della società aperta voluta dai costituenti. C’è di più: il vuoto a sinistra, il deserto delle opposizioni, la crisi della società di mezzo. Una delle soluzioni possibili verso cui ci avviamo è il salto nel vuoto. Peggio: una soluzione bonapartista. L’appello a tutti i socialisti a rientrare nel Psi ha dato i frutti che poteva dare. Il documento elaborato dal segretario e sostenuto da firme prestigiose ha spalancato le porte della comunità con effetti positivi ma altrove le porte erano state chiuse a chiave dai nostri interlocutori. Immaginare una riunificazione di tutti i socialisti sopravvissuti al ’92 é illusione da nostalgici e romantici. Si possono rinvenire vecchi compagni seminati ovunque e non si comprende perché mai, con convinzioni opposte, gli stessi dovrebbero ritrovarsi oggi nello stesso. Quelli che intendevano venire sono venuti a darci una mano. Il Psi è l’unico partito della prima Repubblica ancora presente in Parlamento, nelle regioni e ancor più nelle province e nei comuni. Non è vero che é l’unico esistente. Esistono ancora, lo testimoniano sui social, partiti comunisti, democristiani, repubblicani, che contrariamente a noi difettano di
rappresentanze parlamentari e in altre istituzioni. Restiamo dunque il partito della
prima repubblica che miracolosamente tiene duro assai meglio di tutti gli altri.
Nondimeno non dobbiamo accontentarci di resistere.
Registrati
Benvenuto! Accedi al tuo account
Hai dimenticato la password? ottenere aiuto
Recupero della password
Recupera la tua password
La password verrà inviata via email.

