Nemmeno il Covid e il controllo del territorio sono stati ostacoli veri alla follia umana, ad un raptus che poteva avere conseguenze peggiori. Spari poco dopo le 16,00 in via sant’Erasmo. Secondo le prime ricostruzioni, un uomo è stato gambizzato, rimanendo a terra con ferite di una certa entità, ferite causate da 7 colpi d’arma da fuoco agli arti inferiori. Le indiscrezioni sulle generalità del ferito, si limitano alle iniziali L.T., 50 anni, titolare di un’attività in via Cesarano nel ramo della pavimentazione d’interni. Due carabinieri in borghese ma di pattuglia, che circolavano in zona, dopo aver udito gli spari proveniente dall’esercizio commerciale del ferito, sono riusciti a bloccare lo sparatore a impresa già compiuta, mentre scappava, con l’arma addosso. Successivamente, sono arrivati i carabinieri della locale stazione agli ordini di Cannatelli, il comandante provinciale Trombetti e la pm di turno Fasano. Scena del crimine subito transennata.
L’autore degli spari è stato tradotto presso il carcere di Fuorni. L’ipotesi più accreditata sarebbe lo sfondo passionale se non proprio diretto almeno riguardante le rispettive famiglie, vecchie ruggini insomma, anche se non trascurano eventuali altre piste. L.T. è stato trasportato all’Umberto I da un’ambulanza del 118. Non corre pericolo di vita ma è in prognosi riservata. Paura nei residenti della zona, che hanno udito il fragoroso rumore degli spari, seguito da sirene varie

