Pagani. Amendola entra in consiglio, l’assise intanto si infiamma

Al centro delle discussioni il Piano Urbanistico Comunale; dichiarazione di indipendenza da Grande Pagani per Pietro Sessa

Piano Urbanistico Comunale da preparare entro la fine del 2018 per evitarne il commissariamento. E nel frattempo, ipotesi di riqualificazione del centro storico tale da incrementare le necessità abitative cittadine.

E’ stato un consiglio comunale infuocato quello celebratosi ieri mattina in via Marco Pittoni a Pagani.

Da un lato, la new entry Alfredo Amendola, consigliere surrogato ora in aspettativa come dirigente comunale, dall’altro la dichiarazione di indipendenza di Pietro Sessa, che ha lasciato Grande Pagani per sposare il progetto della Lega – Salvini premier.

Dopo alcune battute e attacchi iniziali squisitamente poltici sui cambi di casacca avvenuti negli  ultimi tempi, massima attenzione da parte dei consiglieri è stata dedicata al Piano Urbanistico Comunale.

La situazione non è totalmente drammatica ma non è nemmeno delle più rosee. A relazionare in merito è stato l’architetto Gerardo Zito, responsabile del settore tecnico dell’Ente, che ha spiegato che negli ultimi tempi c’è stato uno sfruttamento intensivo del suolo edificabile cittadino. Da valutare, ora, anche eventuali e future esigenze abitative, con la proposta di una riqualificazione del centro storico. Idee di costruzioni importanti sulle quali ha mosso delle perplessità il presidente consiliare Antonio Donato ma sulle quali si sono duramente attaccate maggioranza e opposizione. La vicenda inerente il Puc non è comunque delle più rosee perché il progetto andrebbe definito entro il 31 dicembre 2018, pena il commissariamento.

La maggioranza guidata dal sindaco Bottone ha espresso piena fiducia sul lavoro fatto fino ad ora ed è convinta che il commissariamento non giungerà. Proprio in virtù delle tante progettualità messe in campo e solo da definire. Insomma, il materiale c’è tutto. Dall’altro lato, però, scetticismo è giunto sia dall’opposizione che dai bottoniani dissidenti. I primi hanno attaccato la maggioranza “non avere alcuna idea di città”, i secondi hanno rincarato la dose alludendo “mancato indirizzo politico adeguato sul destino economico cittadino”.