Operazione “Money Gate”: ai domiciliari il presidente del Catanzaro

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Ieri i festeggiamenti per la salvezza ottenuta ai play-out contro la Vibonese. Oggi, a scuotere Catanzaro ed il Catanzaro, la notizia dell’arresto del presidente Giuseppe Cosentino, finito in manette nella notte insieme ad altre sette persone – tra loro anche la figlia Ambra, coinvolta, come il padre, nelle attività della società Gicos – in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dal Gip di Palmi.

Il patron giallorosso e la figlia sono finiti – insieme ad altre due persone – ai domiciliari. Per gli altri quattro indagati, invece, è stato disposto l’obbligo di dimora. Ad eseguire il provvedimento, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria.

L’attività d’indagine – ribattezzata “Money Gate”, che ha condotto ad un sequestro per quattro milioni di euro – ha consentito di ricostruire un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita di ingenti somme di denaro in danno di una società operante nel settore dell’import/export.

Cosentino è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari mentre la figlia e gli altri 2 arrestati, dipendenti della società di import-export dell’imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Per l’accusa avrebbero trasferito in Svizzera ingenti somme di denaro.

La società del Catanzaro Calcio, secondo quanto si è appreso, è comunque estranea ai fatti di riciclaggio contestati agli indagati.