Nocera Superiore. L’amico lo accoltella, ma lui ai carabinieri racconta altro

La vittima rischia il processo per favoreggiamento

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Per poco non muore accoltellato dall’amico, ma quando i carabinieri lo interrogano racconta tutt’altra storia, provando a scagionarlo. Ora rischia di essere processato per favoreggiamento. La procura ha chiesto il processo per due uomini di Nocera Superiore, di 47 e 52 anni, protagonisti di un episodio datato 15 aprile 2015. Il luogo è il “Planet Bar”, dove tra A.D. e V.G. scoppia d’improvviso un litigio. D’un tratto, uno dei due estrae un coltello a serramanico con lama di 10 centimetri e colpisce l’amico all’altezza dell’emitorace sinistro. Sul posto viene richiesto l’intervento di un’ambulanza, che trasferisce la vittima in ospedale. I medici lo curano, giudicando la ferita guaribile in almeno 10 giorni. E’ fortunato, perché il colpo si era “arrestato” sull’arco costale, senza ledere organi vitali. Ma quella ferita – stando al protocollo – richiede anche l’intervento dei carabinieri, che accorrono in ospedale e interrogano l’uomo. Sentito a sommarie informazioni, la vittima prova ad eludere le investigazioni dichiarando il falso. E cioè, che quella ferita altro non era che il risultato di un accoltellamento dovuto ad un litigio avuto con «due sconosciuti a bordo di un ciclomotore mentre lui si trovava a piedi in via Petrosino». I carabinieri non credono però a quella versione, ritenuta inverosimile e priva di riscontri testimoniali. Con l’informativa che ne seguirà, il sostituto procuratore Federico Nesso mette a quel punto sotto indagine i due uomini. Il primo, A.D. , per il reato di favoreggiamento. Il secondo, V.G. , per tentato omicidio e per aver portato fuori dalla propria abitazione, senza alcun motivo, quel coltello. Inquadrato come arma atta ad offendere. Per i due è giunta ora la richiesta di rinvio a giudizio, che sarà discussa nell’udienza preliminare fissata per il prossimo 22 settembre dinanzi al gup Paolo Valiante.