Nocera Inferiore, quanto sono brave e belle le azzurre del volley, 3-0 al Brasile, si va in semifinale

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Palleggio, bagher. schiacciata, smorzata, blockout (mani e fuori), muro, servizio, eccetera eccetera. Se non ci fosse in tribuna stampa la presenza in contemporanea di Notari e Minieri, colleghi di pallone, uno penserebbe di essere diventato sul serio un esperto di volley, come i consiglieri comunali, in particolare il prezzemolino d’opposizione che pur di apparire – stavolta con accredito a tracolla- parteciperebbe pure a Giochi senza Frontiere di Portoromana. Ma c’è anche un prodotto tipico del luogo, le sedicenti fusioniste femministe e comuniste che scarrozzano la famiglia da cui dovevano divorziare, oggi presenti nella speranza di un’inquadratura Rai, esibizionismo però bilanciato da tanti bimbi e ragazzi, da tanta gente semplice presente su spalti senza area condizionata – privilegio per pochi – ma con l’incondizionata voglia di gridare Italia per sostenere le belle e brave ragazze del volley contro le belle e brave ragazze del volley brasiliano di pari categoria- la ripetizione di belle e brave non è casuale. Il Brasile comincia con Alecrim, Silva, Souza, capitana Medeiros, Machado e Costa. A disposizione di Gomes ci sono Oliveira, Pena, Braun, l’altra Oliveira, Galvao e Souza bis. Per Paglialunga cominciano Cambi, Berti, Nicoletti, Villani, Perinelli e Botezat. Dopo toccherà a Bosio, Napodano, Angelina e Nwalakor. Primo set con Italia sempre avanti, continua e applicata, con una voglia di vincere superiore, che si nota dalla tribuna e attraversa il parquet. Finisce 25-20 per le azzurre. Punteggio identico nel secondo test, L’entusiasmo crescente del PalaCoscioni – diventato finalmente un gioiello –  esalta il coraggio delle italiane e spreme le bellezze brasiliani – dovevate vederlo nel riscaldamenti – insomma il terzo set dura ancora meno, 19-25. Italia in semifinale alla grande. Sorelle d’Italia, regalateci un sogno. Volley, sempre volley, fortissimamente volley direbbe Alfieri passando da queste parti e in questi anni. Mentre usciamo, vale la pena dirlo, incrociamo un candidato alle scorse comunali, da oltre 200 voti civici di maggioranza, che chiede se possiamo passargli l’accredito per non pagare i pochi euro del biglietto. Vien la tentazione di farlo. Ma resistiamo.