Nocera Inferiore, la politica ai tempi di Bugo e Morgan

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Paolo De Maio, consigliere comunale Nocera Inferiore

In azione i pontieri o i pompieri se preferite. Stamattina Paolo De Maio è salito a Palazzo di Città -per questione di privacy politica non vi diremo in compagnia di chi – per cercare l’ennesima mediazione dopo la lite Torquato-Giordano che per certi versi ha ricordato il sanremese fresco scontro tra Bugo e Morgan. Il consigliere anziano e capogruppo del Pd, appunto De Maio, si adopererà per evitare il peggio – anche se a questo punto non si ha l’esatta percezione di cosa sia il peggio- visto che dietro l’angolo ci sono le Regionali. I primi effetti dello scontro di ieri sera – secondo i testimoni ha sfiorato la colluttazione vera e propria – sarebbero stati la volontà di avocare all’amministrazione ogni competenza sull’urbanistica da una parte – ma la commissione come luogo e organo istituzionale non si può ovviamente cancellare – e la convocazione già avvenuta, chissà se concordata  almeno nella data prima della lite, per il 18, alle ore 18, di una vera commissione, senza pre, dall’altra. Non vorremmo essere nei panni di De Maio pompiere-pontiere ma da giovane anche portiere, anche in considerazioni delle dichiarazioni rese in mattinata da Giordano, suo compagno di partito. Quello di ieri sera non é stato uno scontro conseguito a miei presunti “problemi relazionali” (come dichiarato dal sindaco), ma all’assenza di dialogo e, soprattutto, al continuo ostruzionismo posto in essere dal sindaco e, per l’effetto, dagli assessori di turno, alla risoluzione di problemi importanti (approvazione regolamento edilizio, monetizzazione degli standard urbanistici e analisi del piano operativo del puc). Ieri, ancora una volta, dopo 35 minuti l’assessore ing. Mario Prisco, ha chiesto di interrompere la riunione perché “si era fatto tardi”. E così si va avanti da un anno. Nulla di approvato e non per contrasti interni alla commissione. Sinceramente, da cittadino e consigliere, sono stanco di assistere a questa continua perdita di tempo. Sono incompatibile con quest’amministrazione perché parlo troppo e metto sul tavolo questioni scomode. Sia chiaro, io non esco e non uscirò dalla maggioranza e se essere incompatibile significa battersi per la realizzazione del programma politico, resterò tale. Non posso assistere, inerte, ad un fare dittatoriale. Infine, se pure dovessi essere sfiduciato dalla carica di presidente, continueró ad essere “fastidioso” al fine di seguire la mia città, ormai ferma. Peraltro la richiesta abbastanza esplicita arrivata al PD dal sindaco, cioè sostituire Giordano alla guida della commissione, sembra di difficile applicazione. Stile è già guida di una commissione, Pepe per impegni personali è out e De Maio non appare il tipo da rimanere col cerino acceso e andare a sostituire Giordano, soprattutto dopo l’esito della telenovela del mese scorso riguardante il rimpasto di Giunta, che ha in pratica costretto il PD  a resistere alle lusinghe per il segretario cittadino Scarfò ed accettare di perdere un assessore per restarne con un solo pur con promozione a vice sindaco.