Nocera Inferiore: il ricordo di Corrado Ruggiero

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Non passi sotto silenzio l’appuntamento del 27 settembre. In Biblioteca Pucci verrà ricordato Corrado Ruggiero, uno dei nocerini più intelligenti che abbia mai conosciuto. Mi onoro di aver giocato a pallone col figlio (frequentazione quotidiana scolastica dalla prima media al terzo liceo) e la figlia; l’ho conosciuto come padre di persone che restano con me sempre, malgrado la distanza. Figlio di un carabiniere, rispetto dell’etica e del prossimo, capace di prodigarsi per aiutare ma con severità che voleva dire rigore e non cattiveria, grandioso professore al magistrale, perfetto preside al ragioneria (mise assieme Rea e Marrazzo, invitò Masullo e Bonifacio, fece suonare Gazzelloni), poi dirigente scolastico nel milanese. Marxista che gradualmente ha incontrato il liberalismo. Soprattutto scrittore d’interesse e di valore nazionale. I suoi titoli: Ballata nucerinese”, “Nuova Nocera York”, “Rossa Malupina”. La sua Nocera, diversa ma non dissimile da quella di Rea, è stata la grande novità letteraria degli ultimi decenni. La sua nocerinità è un’altra faccenda. Mai esibita fuori luogo. Non è la nocerinità del Risorgimento, dei bar spettegolanti, dello struscio inutile, delle chiese piene di gente e vuote di spirito. E’ una nocerinità – parlo al presente essendo la stessa sopravvissuta alla scomparsa fisica – che ancora oggi spinge a guardare avanti, senza paura. A chi gli chiese, pensa mai a Nocera con nostalgia, rispose: “Io mi sono sempre illuso di essere filius temporis, e non filius loci. Per me Nocera è una dimensione del tempo che non appartiene a un luogo preciso ma a un luogo dell’anima. Detto questo, ho Rosanna una moglie nocerina e due figli ancora più nocerini di lei. Il primo, Giovanni Maria, è medico-psichiatra di discreta fama in Europa, e la seconda, Simonetta, è un architetto di notevoli qualità”.