Nel maxi sequestro al clan Misso anche un tabacchi di Roccapiemonte

0
671

Duro colpo inflitto al clan camorristico Misso, operante a Napoli nel rione Sanità. La Dia ha eseguito un provvedimento di sequestro emesso dal Tribunale partenopeo nei confronti di Vincenzo e Giuseppe Candurro. La misura di prevenzione finalizzata alla confisca riguarda 21 unità immobiliari, 8 società, 47 depositi bancari, 20 tra autoveicoli e motociclette e 11 polizze assicurative, il tutto per un valore di dieci milioni di euro. C’è anche una rivendita di tabacchi di Roccapiemonte tra le attività poste sotto sequestro. Le indagini sono partite da alcune analisi di movimenti bancari che hanno indotto gli inquirenti a dubitare ed a chiarire le situazioni patrimoniale dei due fratelli, ritenuti esponenti di vertice del sodalizio criminale. Si tratta di uno dei gruppi camorristici più influenti della zona, che dagli anni 80 fino al 2000 avrebbe delineato le strategie e gli assetti criminali della città. Al vertice gli inquirenti ritengono ci sia Giuseppe Misso. Vincenzo Candurro – alias Enzo o’barbiere, ex titolare di una barberia nel centro storico della città partenopea – è stato condannato per il reato di associazione a delinquere di stampo camorristico, in quanto considerato il braccio destro di Misso nonchè cassiere del clan. Giuseppe invece, è indagato per aver investito in attività economiche proventi derivanti dalle illecite attività del gruppo camorristico. Gli inquirenti si sono serviti anche di una rotatoria internazionale presso alcuni istituti di credito di svizzeri che hs confermato la posizione di preminenza dei due fratelli all’interno del sodalizio criminale

Roberta Montanaro