Napoli-Inter 1-3, non tantissima differenza ma è roba fondamentale

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Trapanarella cu ‘o trapanaturo e tràpana ‘a mamma e ‘a figlia pure. E trapanianno, ‘mmiez’a sti guaje, canto ‘a canzona d’ ‘a cuccuvaja

 

Primo tempo strano, come un sacco svuotato della Befana. L’Inter quando attacca fa paura. Ma quando difende ha paura. Il Napoli gioca da provinciale, di rimessa, senza regista – sai la novità – e con una difesa appezzottata al punto da schierare Di Lorenzo, non una grande idea di Gattuso, visto che il terzino per definizione sbaglia di brutto sull’azione che consente a Lukaku di andare a segno per la prima volta in serata. Il Napoli è in partita prima e dopo. Insigne si prende responsabilità da capitano ma i suoi tiri in porta sono punture da spillo- non Altobelli ovviamente. Il centrocampo azzurro è fatto di elementi che macinano chilomentri, che brutta espressone quest’ultima, i chilometri non si macinano ma si percorrono con intelligenza e scalando le marce, Gattuso fa il diavolo ex Milan a quattro per chiamare al pressing alto ma è roba che non s’improvvisa in una serata e nemmeno in poche settimane. Lukaku spacca e corre ancora. Tira a 110 all’ora, una sassata vera e propria ma la colpa del secondo gol incassato è tutta di Meret, che prende un gol parabile anche ad occhi chiusi. Mazzata pesante ma il Napoli non ci sta far solo la provinciale – d’altra parte qualche partita fa proprio la provinciale Fiorentina ancor montelliana aveva bloccato l’armata contiana. Callejon e Milik hanno da sempre i tempi giusti in inserimenti e tagli, insomma il Napoli torna viva con il gol di Milik assistito dall’ala tattica, poi sempre lui nel finale spreca la chance di testa per l’immediato pareggio.

Secondo tempo, il Napoli parte con vigore ma nel momento del massimo sforzo o quasi, al 62′, il greco pagato a peso d’oro Manolas fa un’altra c…..delle sue e porta Lautario al gol fatale dell’1-3. Insigne ci crede ancora ma va a sbattere contro il legno. Nel finale, da poco entrato, si rende pericoloso ma impreciso Llorente, dopo una bella idea di Zielinski. A ridosso del recupero, va alto il pallonetto che Insigne voleva ricamare a giro. Dubbi di rigore nel finalissimo per l’intervento sventa quaterna di Di Lorenzo su Lautario. L’Inter non lascia una grande impressione, vince e resta appaiata alla Juve. Il Napoli è lontanissimo dalla guarigione, la buona volontà non basta. Il ciclo è finito all’insegna dell’abbiamo giocato bene, siamo stati sfortunati, potevamo vincere.