Milos Forman è volato sul nido del cuculo: addio al regista della denuncia sociale

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“Lei pensa che la sua mente abbia qualcosa che non va? No signore, è una meravigliosa stupenda macchina della scienza.” Una delle battute da Oscar di Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo. Nato in Repubblica Ceca nel 1932, con il trasferimento negli Usa, Forman divenne uno dei registi più premiati e acclamati dalla critica nel ventennio 1970-1990. Appena arrivato in America, girò “Taking Off” (1971), parabola sull’incomunicabilità tra genitori e figli che gli valse un Grand Prix della giuria a Cannes. Nel 1975 firmò “Qualcuno volò sul nido del cuculo” considerato con “Amadeus” il suo capolavoro: vinse cinque premi Oscar, compreso Miglior Film. Sulla denuncia sociale basò successi come Hair (1979), musical pacifista, e Ragtime (1981), sul proibizionismo in cui appare, dopo 20 anni d’assenza, James Cagney. Nel 1984 esce il kolossal “Amadeus”, sulla vita di Wolfgang Amadeus Mozart. La pellicola nel 1985 vinse quattro Golden Globe e ben otto premi Oscar, inclusi miglior film e miglior regia. Lo salutiamo così: “Ma credete veramente di essere pazzi ? Davvero? Invece no, voi non siete più pazzi della media dei coglioni che vanno in giro per la strada, ve lo dico io!”