L’editoriale – I Racconti di Carmine Lanzieri Battaglia – “Non sono un commerciante”

Non sono un commerciante ed è noto; sono uno che ascolta, legge e, magari sbagliando, ragiona.
Stavolta mi vorrei soffermare su alcune polemiche che stanno montando in questi giorni e che riguardano appunto il commercio e la riapertura delle attività commerciali con il ritorno alla normalità.
E’ fin troppo evidente la difficoltà che stanno affrontando e che ancora di più dovranno affrontare gli operatori economici; con i problemi legati alla forzata chiusura delle attività ed il conseguente adeguamento dei locali e del differente approccio con la clientela, dettati dall’emergenza sanitaria che ha cambiato il mondo. Però credo che per perseguire gli obiettivi preposti non si stia seguendo la strada maestra.

Mi spiego: la necessaria chiusura dei negozi e l’adeguamento degli spazi e delle modalità di accesso agli stessi, ha avuto, sta avendo ed avrà un costo che dovrà in qualche modo essere ammortizzato. Lo stato ha previsto un contributo che, alla luce delle “perdite finanziarie” subite dal settore, risulta essere una goccia nel mare; è quindi necessario reperire altrove risorse tali da poter recuperare, almeno in parte, il terreno perduto. Cosa hanno fatto allora i commercianti? Hanno aumentato i prezzi, ovviamente. E qualcuno non si è limitato a questo, anzi molti hanno ben pensato di aggiungere in coda allo scontrino, una tariffa, spesso con la relativa imposta, per la copertura dei costi derivanti dalla sanificazione dei locali e dall’adeguamento degli stessi, nonché per l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale, destinati al personale. Decisamente una gran bella trovata.

A questo punto mi tocca ribadire che io non sono un commerciante, e forse per questo le mie considerazioni sono tali da farmi dire che, secondo me, questa non è la strada giusta. Invece di provare a “premiare” la clientela fidelizzata che è tornata nel negozio di fiducia, la si penalizza con aumenti di prezzi e tariffe. Non dico che sono ingiustificati, ma forse si potrebbe e si dovrebbe tentare di raggiungere l’obiettivo “normalità” con un percorso meno frettoloso, provando a mantenere la clientela fissa ed allo stesso tempo “invitare” i nuovi clienti con tariffe agevolate, prezzi scontati o offerte promozionali.

In questi mesi di chiusura, semmai ve ne fosse stato bisogno, sono aumentati a dismisura gli acquisti on line, della serie “se tu non vai nel negozio, il negozio viene da te”. Chi lo ha pronosticato, non ha certo scoperto l’acqua calda e non è difficile pensare che probabilmente andrà sempre peggio. Allora perché “punire” oltremodo i clienti che sono rimasti fedeli al negozio sotto casa? E’ un po’ quello che succede con i tributi locali: sempre meglio aumentarli a chi già paga, piuttosto che andare a “pescare” chi evade, allo stesso modo è più semplice aumentare il prezzo a chi è già cliente, invece che cercare nuovi clienti con offerte promozionali e sconti.Ovviamente sono solo ragionamenti, che altrettanto ovviamente non portano da nessuna parte, vi chiedo pertanto scusa se ho impegnato il vostro tempo nel leggerli. Buona spesa a tutti.