La Dda acquisisce la competenza nelle indagini sul sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. La richiesta del pm dell’Antimafia, Vincenzo Montemurro, è stata inviata alla procura di Nocera Inferiore, che ha disposto il trasferimento di circa 6 fascicoli d’inchiesta al tribunale di Salerno, all’interno dei quali vi sono attività d’indagine sul Comune di Scafati. Una richiesta simile era stata di fatto, già effettuata, sul più noto fascicolo legato alla procedura di decadenza (di fatto, mai avvenuta) del primo cittadino. La richiesta dell’Antimafia segue quella già formalizzata sull’insediamento di una commissione d’accesso, dietro decisione del Ministero dell’Interno.
L’acquisizione di tutti i fascicoli è strettamente legata all’attività investigativa che l’Antimafia sta conducendo oramai da mesi sul Comune. Un presunto intreccio tra camorra e politica, con acquisizione di atti e procedure negli ultimi mesi presso alcuni uffici comunali. Il blitz che ha fatto emergere l’esistenza di un’inchiesta partì a settembre, con perquisizioni estese anche in casa della segretaria comunale Immacolata Di Saia. Quest’ultima, insieme ad un membro dello staff, alla moglie e consigliere regionale di Aliberti, Monica Paolino, e al primo cittadino, furono iscritti nel registro degli indagati con accuse quali associazione di tipo mafioso, concussione, corruzione e scambio elettorale politico-mafioso, oltre che per abuso d’ufficio. Al centro del fascicolo, la gestione di alcuni appalti pubblici.
Nicola Sorrentino

