Incidente sul lavoro a Nocera: la procura contesterà l’omicidio colposo

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Le due persone indagate per la morte di Luigi Esposito, l’operaio di 45 anni deceduto questa mattina all’ospedale Umberto I di Nocera Inferiore, rischiano un’accusa per omicidio colposo. L’esito è quasi scontato, così come la derubricazione che il sostituto procuratore Daria Mafalda Cioncada effettuerà al termine dell’autopsia, prevista per giovedì mattina.

Il titolare della ditta per la quale Luigi lavorava in forma stagionale, insieme all’addetto della sicurezza del capannone dal quale è caduto lo scorso 25 luglio, sono attualmente iscritti nel registro degli indagati per lesioni personali colpose. Qualora l’autopsia dovesse stabilire che la morte del 45enne è strettamente connessa all’incidente di cui è stato vittima l’uomo, allora la procura contesterà il reato di omicidio colposo.

Stando alle indagini, Luigi Esposito non doveva essere su quel capannone dell’ex opificio Galano, a Casolla. Aveva altri compiti, come quello di guidare un macchinario. E invece era lì sopra, a rimuovere tracce di amianto. Poi sotto i suoi piedi il crollo di una parte del capannone, che lo ha fatto volare da quasi 7 metri d’altezza. Le ferite gravissime che ha riportato lo hanno tenuto in ospedale, in condizioni disperate, fino a stamattina. Quando ha esalato l’ultimo respiro.

Le indagini sono condotte dalla polizia di stato, che in tempi brevi aveva messo sotto sequestro il capannone e alcuni degli indumenti di Esposito, per poi provvedere a verbalizzare diverse persone presenti sul posto.

Gli accertamenti investigativi sono stati caratterizzati da uno strato di omertà, che ha reso complicato ricostruire la stessa dinamica dell’incidente. L’esame autoptico sarà effettuato dal medico legale Giovanni Zotti. Al termine, la salma sarà liberata per permettere il rito funebre. La famiglia è assistita dagli avvocati Giuseppe Buongiorno e Olimpia Vitale.