Il romanzo Lady Chatterley’s Lover. Voglio amare di nuovo, capisci? 

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L’ amante di Lady Chatterley (titolo originale inglese: Lady Chatterley’s Lover) è un romanzo di David Herbert Lawrence, considerato uno dei suoi capolavori e tra i romanzi più famosi del XX secolo. Scritto in Toscana in tre successive stesure tra il 1925 e il 1928 e pubblicato per la prima volta a Firenze, l’opera venne immediatamente tacciata di oscenità a causa dei riferimenti espliciti di carattere sessuale e al fatto che in essa veniva descritta una relazione tra una donna della nobiltà, sposata con un baronetto paraplegico, e un uomo appartenente alla working class. Il romanzo venne perciò messo al bando in tutta Europa e specialmente nel Regno Unitodel tempo, ancora dominata dalla morale vittoriana, tanto che sarà pubblicato nel Regno Unito solo nel 1960. Il romanzo ha scosso nel profondo non solo la sensibilità di generazioni di lettori del ventesimo secolo, ma anche i pregiudizi sul piacere femminile e sulla virilità. A suscitare la disapprovazione dei benpensanti non fu la semplice descrizione degli amori della protagonista: la protagonista è il simbolo di un risveglio culturale e sociale che pervade l’Europa negli anni Venti, ed è un risveglio che non riguarda limitatamente l’universo femminile.

Lady Chatterley, eroina ribelle e rivoluzionaria suo malgrado, forse a causa delle sue esperienze giovanili che la rendono inadeguata alla vita rigorosa di una signora dell’alta società, è spinta a opporsi sia alle convenzioni imposte dalla sua posizione sociale, sia al potere maschile. Lo squallore di un distretto industriale del nord dell’Inghilterra è la molla decisiva che le fa comprendere l’avvilimento della sua esistenza e cercare una vita migliore fino a portare alle estreme conseguenze la sua storia d’amore e la sua rivolta contro la società moderna .

Furono numerose le traduzioni di questo genere

L’amante di Lady Chatterley, traduzione di Manlio Lo Vecchio Musti, introduzione di Aldous Huxley, Collana, Roma, Donatello De Luigi, 1945.
L’amante di Lady Chatterley, traduzione di Giulio Monteleone, introduzione di Carlo Izzo, prefazione dell’Autore, Collana Del cigno, Venezia-Milano, San Giorgio Nuova Editoriale, 1946. poi ripubblicata a cura di Pietro Nardi, con introduzioni di Claudio Gorlier e/o André Malraux (1929) e appendici tradotte da Carlo Izzo, Mondadori, Milano, 1946; dal 1954 anche in cofanetto, le tre diverse versioni Le tre «Lady Chatterley» e in appendice la prefazione d’Autore A proposito di L’amante di Lady Chatterley.

Sorprendente che un fine letterato come Emilio Cecchi ritenesse che la traduzione, da lui definita «accurata e riuscita», non avesse «indietreggiato davanti a quelle audacie verbali che esasperano la censura e il pubblico anglosassone»

“Voglio amare di nuovo, capisci?
Voglio poter rivivere, non voglio amare da morire come facevo con te, ora voglio amare tanto da sentirmi viva davvero.
Lasciami, lasciami in pace.
Mi invadi completamente la mente, di mattina, di pomeriggio, di sera e persino di notte. Cosa vuoi?
Lasciami, lasciami in pace.
Ti ho amato ok? Ora voglio essere amata, da qualcuno in grado di farlo. Voglio poter amare qualcuno proprio come ci hai provato tu. Quando tu ci provavi io piangevo la notte, ora invece voglio sorridere ed essere guardata da te, quando saro’ con qualcun’altro.. Voglio che mi vedi felice, perche’ so di meritarlo, voglio che mi vedi innamorata e voglio che ti penta dannatamente di avermi lasciata perdere. Ora voglio amare di nuovo.
Quindi ora te lo chiedo io, vai via dalla mia mente.
Lasciami, lasciami in pace.”