Il consigliere comunale Passamano denuncia Amendola per diffamazione, ma il tribunale di Nocera archivia la procedura per inidoneità degli elementi

0
647
Tommaso Passamano, consigliere comunale di Pagani

Di Marco Visconti

Il giorno 13 giugno 2022 il  consigliere comunale Tommaso Passamano con delega alle funzioni di servizi cimiteriali ha denunciato alla tenenza  dei Carabinieri di Pagani l’ex dipendente comunale Alfredo Amendola,  che ha collaborato gratuitamente all’anagrafe e ai  servizi cimiteriali del Comune di Pagani. Secondo il consigliere comunale, Amendola lo avrebbe diffamato per mezzo social network, tramite Facebook, sul suo ruolo di consigliere comunale e sul suo modo di operare al cimitero. Tuttavia, il tribunale ordinario di Nocera Inferiore si è espresso il giorno 9 gennaio nel seguente modo: «Il procedimento è archiviato per assoluta inidoneità degli elementi acquisiti a sostenere efficacemente l’accusa in giudizio». Dunque secondo la legge il signor Amendola non ha diffamato il consigliere Passamano, inoltre Amendola, difeso legalmente dall’avvocato Carrara, è intenzionato di fare una controquerela al consigliere comunale Passamano per richiedere risarcimento delle spese legali oltre ai danni morali.

La denuncia

Il giorno 13 giugno 2022 Passamano ha riferito alla tenenza dei Carabinieri di Pagani che su Facebook  è stato diffamato dal signor Alfredo Amendola con messaggi calunniosi e offensivi sia sul suo ruolo di consigliere comunale sia per la delega che ricopre,  i messaggi offensivi risalirebbero dal mese marzo al mese di maggio 2022.

La sentenza del tribunale di Nocera Inferiore  

Le indagini preliminari sono state effettuate dal giudice Daniele De Nicola, «il Pubblico ministero all’esito delle indagini si determinava a richiedere l’archiviazione del procedimento , in quanto riteneva, che in mancanza di prove e riscontri oggettivi sull’utilizzatore del profilo incriminato, non emergevano elementi idonei a sostenere l’accusa in giudizio. La denuncia fa riferimento ad affermazioni che non risultano riferibili all’indagato, inoltre le affermazioni non risultano idonee a denigrare l’immagine della persona offesa». La controparte ha chiesto indagini suppletive, ma il Pubblico Ministero risponde che «le indagini suppletive richieste sono inidonee a svolgere un’ulteriore attività investigativa dal Pubblico ministero».