“Faida” di Piedimonte, in carcere una presunta vittima degli agguati

Antonio De Napoli finisce a Fuorni per aver violato la misura di sorveglianza. Nella notte degli agguati non era in casa. La procura sospetta sul suo coinvolgimento

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NOCERA INFERIORE. Una delle presunte vittime scampate agli agguati di Piedimonte finisce in carcere per aver violato la misura di affidamento in prova. E’ Antonio De Napoli, 28enne nocerino con diversi precedenti alle spalle. La procura lo ritiene tra le persone sfuggite ad uno degli agguati consumati lunedì scorso, nel quartiere di Piedimonte. Giorni fa, il ragazzo si è presentato ai carabinieri in compagnia del suo avvocato, che lo stavano già cercando da un po’. Sarebbe dovuto rientrare al suo domicilio entro le 20.00, ma i militari con dei controlli effettuati tra domenica e lunedì, non lo avevano trovato in casa. In quei giorni si erano consumate le quattro sparatorie tra Piedimonte e il Casale Nuovo. Il coinvolgimento di De Napoli con i vari agguati al momento è solo un’ipotesi, rafforzata però dalla circostanza che erano state proprio le palazzine di via Filangieri, dove lui vive, ad essere state prese di mira da una raffica di proiettili. Il 28enne, ora nel carcere di Fuorni, dovrà comparire nuovamente davanti al Tribunale di sorveglianza per ridiscutere l’affidamento. Scena muta invece quella fatta dal 24enne napoletano Rosario Terracciano, ieri mattina davanti al gip Paolo Valiante, per l’udienza di convalida. Terracciano, che resta in carcere, fu arrestato lunedì all’esterno del circolo di via Gambardella, con pistola e colpo in canna. Anche per lui il sospetto è che fosse legato agli agguati. Le indagini di polizia e carabinieri proseguono. Giovedì sera la prima ha fatto irruzione in un appartamento di via Angrisani, trovando resti di pizza e qualche birra. Il blitz era finalizzato a trovare Marco Iannone, gambizzato domenica scorsa e irreperibile da lunedì. Gli agenti sono certi che il 32enne abbia passato qualche giorno in quella casa. Sulla “faida di Piedimonte” intanto, sono anche le voci di strada ad accavallarsi. L’ultima riferisce che i gruppi che si contenderebbero l’esclusività e la gestione della piazza di spaccio avrebbero stipulato una “pace”. La circostanza non viene confermata dai carabinieri, ma neanche esclusa.

da Il Mattino