Diario Coronavirus – il lockdown dal punto di vista di una mamma e di una professionista – di Alfonsa Mattino

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Se qualcuno mi avesse detto , due mesi fa, quello che sarebbe accaduto, io avrei detto “Lei è pazzo”; eppure è accaduto l’inverosimile, l’impensabile: bar e ristoranti chiusi, attività commerciali paralizzate, studi professionali completamente congelati. In pratica si è fermato il mondo.

L’esperienza che io sto vivendo è triplice, la vivo da moglie di un operatore sanitario, la vivo da mamma di due ragazzi adolescenti ed infine , ma non per ultimo, la vivo da professionista, poiché esercito la professione di Avvocato da 25 anni.

Ormai sono quaranta giorni che i miei figli ( la prima ha 18 anni e quest’anno consegue la maturità classica mentre il secondo ha 15 anni e frequente la seconda liceo) non si alzano la mattina per andare a scuola , ma viceversa è la scuola che è entrata in casa mia: vedo e sento insegnanti che fanno lezione da un computer , interrogano attraverso il monitor, fanno versioni di latino e/o di greco, compiti di matematica etc….e da qui poi io penso….penso innanzitutto a chi non ha la possibilità di poter utilizzare questi strumenti.

Noi tutti siamo abituati a dare tutto per scontato, ma non è così. Il dato di fatto è che una famiglia media con due figli, in questa situazione di emergenza debba avere necessariamente due computer ed una wifi, per non ipotizzare che un terzo computer possa servire  ad uno dei genitori per svolgere lo smart working . Ma non è solo la scuola ad essere telematica: i miei figli, come la maggior parte dei ragazzi di oggi,  fanno scuola di inglese, preparazioni private per i loro progetti futuri etc, ed  è ovvio che anche questi altri ambiti siano investiti dal telematico, e…quindi……….? Li vedo sempre più pallidi, non escono dalla loro stanza se non per mangiare, ormai non fanno più sport,  ed allora mi dico : Mio Dio cosa sta succedendo? Quando finirà tutto questo? Noi adulti stiamo soffrendo, ma a loro,  ai giovani , sta passando una fetta della loro vita senza poter far niente. Sono dispiaciutissima per mia figlia che,  maturanda,  non si possa godere quest’ultimo anno scolastico con la Sua classe, con i Suoi insegnanti e dentro il Suo amato G.B.Vico; mi stringe il cuore al pensiero che non potrà fare il viaggio e /o la festa di fine anno, perché questi sono momenti irreversibili , che non torneranno mai più e lei li ha passati nelle mura di casa Sua.

Altra nota dolente è la mia amata  professione, per la quale ho sacrificato tante cose, tanti affetti, tante passioni, l’infanzia dei miei bambini…… E’ ovvio che gli studi professionali grandi, i c.d.<<agganciati>> non hanno subito forti ripercussioni, ma , viceversa, uno studio come il mio, basato sulla clientela giornaliera , ha subito una battuta di arresto di fronte alla quale non so se mai ci sarà ripresa. Siamo tanti i colleghi che viviamo un disagio fortissimo, ti ritrovi a fare consulenze gratuite telefoniche con i tuoi amati clienti ma poi non esiste un tornaconto , se non quello relative a belle soddisfazioni

L’unica fortuna è vivere in una casa molto confortevole, alla quale sono morbosamente legata, da sempre, e che sta avendo tutte le mia attenzioni. Si è svegliata la donna ”all’antica” che è in me, pertanto mi dedico alla cucina (altra mia grande passione), alla pulizia della casa, del giardino e così via.

Tutto ciò si vive con preoccupazione, perché ho un marito che lavora in ospedale, e che ogni giorno ha a che fare con pazienti malati di Covid19 e che primo fra tutti è preoccupato per la tutela della Sua famiglia.

Tutto passerà e, dicono “andrà tutto bene”. In realtà fino ad ora nulla è andato bene, troppi i morti, troppi i malati, troppe le famiglie con migliaia di problemi . L’unico modo per superare è pensare al futuro, mio e della mia famiglia, dei miei ragazzi che hanno mille progetti e che, spero tanto, realizzeranno.

Alfonsa Mattino