Crolla tubo in amianto dopo il temporale: sfiorata la tragedia a Pagani

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Il cedimento alle 5:40 in via Vicoletto Tronato da una casa vetusta. Detriti tossici ancora in strada dopo ore. La denuncia dei residenti: «Ignorate le nostre segnalazioni per anni».

di Marco Visconti

Un forte boato ha svegliato bruscamente i residenti di via Vicoletto Tronato questa mattina alle prime luci dell’alba. Erano le 5:40 quando, sotto i colpi di un violento temporale che si stava abbattendo sulla città di Pagani, una porzione consistente di una vecchia conduttura di scarico in cemento-amianto si è letteralmente staccata dalla facciata di un’abitazione vetusta, precipitando al suolo sulla pubblica via e frantumandosi in decine di pezzi. Il crollo, secondo le prime ricostruzioni visive, sarebbe stato provocato dalla forte pressione dell’acqua piovana all’interno della condotta, verosimilmente ostruita da tempo. Il peso del flusso d’acqua accumulata, unito allo stato di estremo degrado e incuria dell’edificio, ha fatto cedere i vecchi ancoraggi metallici, trascinando a terra il pesante manufatto.

I cittadini della zona, allarmati dal rumore e consapevoli della natura tossica del materiale sparso sulla carreggiata, si sono immediatamente attivati per allertare il Comune. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia Municipale per constatare l’accaduto, ma non è stata messa in sicurezza l’area nei limiti del possibile. Tuttavia, sono ormai passate le ore 10 e i frammenti della condotta giacciono ancora sul pavimento bagnato della strada, esposti alle intemperie e al potenziale calpestio, senza che sia ancora iniziata la bonifica specialistica.

Luogo nel quale era presente il tubo di amianto.

L’amianto (o asbesto) è un materiale altamente cancerogeno per l’uomo. Quando un manufatto in cemento-amianto (storicamente noto come Eternit) subisce una rottura meccanica, un crollo o uno sfaldamento, si genera il pericolo più grave: la liberazione nell’aria di milioni di microfibre invisibili e volatili. Se inalate, queste fibre possono depositarsi profondamente nei polmoni, provocando a distanza di anni (il periodo di incubazione può superare i 20-30 anni) patologie tumorali gravissime e irreversibili, tra cui l’asbestosi, il tumore al polmone e il mesotelioma pleurico. La permanenza prolungata dei detriti sulla strada pubblica rappresenta un rischio immediato: non appena l’asfalto si sarà asciugato, il vento o il semplice passaggio di persone rischiano di polverizzare i frammenti, disperdendo le fibre tossiche nell’aria respirata dai residenti del vicolo.

Area transennata.

Ciò che trasforma questo incidente in un vero e proprio “disastro annunciato” è il muro di gomma burocratico contro cui i residenti si sono scontrati per anni. Già diverse stagioni fa, infatti, erano state inoltrate formali e ripetute segnalazioni agli uffici tecnici del Comune di Pagani per denunciare la presenza di un tubo di amianto. «Nessuno si è mai degnato di darci una risposta definitiva» commentano i residenti. Se il cedimento fosse avvenuto soltanto poche ore più tardi, nelle ore centrali del mattino — quando il vicolo è solitamente frequentato da passanti, anziani per la spesa o bambini — l’impatto di un tubo di quel peso da un’altezza considerevole non avrebbe lasciato scampo. Oggi, con tutta probabilità, la cronaca locale non si starebbe concentrando sulle lungaggini della rimozione di un rifiuto speciale tossico.

Aggiornamenti

Il manufatto è stato rimosso verso le ore 12, dubbi i modi con i quali è stato seguito l’iter della rimozione, non essendoci pronta risposta proprio dall’ufficio tecnico e delegando il fatto esclusivamente agli operatori di Econova. Il manufatto è stato messo in una busta provvisoria, proprio perché, forse, ci sarebbe dovuto essere l’intevento dell’ufficio tecnico. Su questa busta sta scritto: “Sottoposto a sequestro”. Intanto i proprietari dell’edificio, dal quale ha ceduto il tubo, non sono accorsi sul sito e inoltre restano le preoccupazioni di sorta sull’agibilità della parte danneggiata. I residenti della zona sono andati in caserma dei vigili urbani, perché interdetti nell’area, alcuni dei vigili li hanno rassicurati sostenendo che avrebbero rimosso le transenne.