L’obiettivo, secondo i magistrati: spingere quel manager a liberarsi di uno o più dirigenti che stavano sottoponendo a presunto stalking la sua compagna, Ida Ferraro, oggi moglie, a sua volta funzionaria, che successivamente sarebbe stata promossa ed evidentemente non più turbata. Era il 27 febbraio del 2013, quando si svolgeva la telefonata, le urne si erano chiuse il 25. Del Basso De Caro, avvocato penalista di eccellenti indagati (anche politici), leader a Benevento e parlamentare Pd, non aveva alcuna intenzione di mollare: “Quando vogliono fare la guerra, mi invitano a ‘carne e maccheroni’”. Parole forti, toni da “avvertimento”. Che, uniti ad altre conversazioni in cui si profilano scambi di favore in cambio di consenso, costano al sottosegretario uscente la formalizzazione della chiusura delle indagini con accuse gravi: tentata concussione e voto di scambio. L’avviso di garanzia è firmato dal procuratore aggiunto Giovanni Conzo e dalla pm Francesca Saccone. Indaga la Squadra Mobile di Benevento, sono indagate anche la stessa moglie, Ferraro, tuttora dirigente amministrativo del “Rummo”, e Rita Cardone, dipendente della stessa azienda ospedaliera.

