CO.N.A.P.I, garantire un salario minimo dignitoso nei Paesi dell’Unione Europea

La Confederazione Nazionale Artigiani e Piccole Imprese è stata invitata dalla Commissione Lavoro Pubblico e Privato della Camera dei Deputati a produrre una memoria sul tema dei “Salari minimi adeguati nell’Unione Europea”.

Lo studio elaborato dallo staff di giuslavoristi della Confederazione, dovrà essere depositato presso la segreteria della XI Commissione entro il 4 dicembre prossimo.

La Confederazione insieme a ConfCooperative, Assolavoro, Assosomm, Confagricoltura, Confapi, Confimi, Confindustria, Conflavoro, Confservizi, Confprofessioni, Casartigiani, CNA, Confartigianato, Confcommercio, Confesercenti, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sarà protagonista del dibattito nazionale sollevato nell’ambito dell’esame della proposta di direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio.

L’adeguamento dei salari minimi nell’Unione Europea e il relativo documento di lavoro dei servizi della commissione, vedrà il contributo anche di Co.n.a.p.i., che ha aperto al suo interno un confronto con il suo pool di riferimento. La partecipazione della Confederazione al dibattito nazionale in tema di contrattazione salariale rappresenta infatti il giusto riconoscimento all’impegno profuso in questi cinque anni in materia di lavoro. Ad oggi Co.n.a.p.i. ha sottoscritto 36 Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro con le confederazioni più rappresentative, 4 enti Bilaterali, due commissioni di certificazione, oltre 10.000 verbali di conciliazione e accordi di secondo livello.

“Grazie al lavoro di tutti, Conapi Nazionale insieme alle più importanti sigle sindacali nazionali è stata interpellata per dare il proprio contributo su una materia di interesse Europeo” annuncia il presidente della Confederazione Basilio Minichiello.

Come citato dalla proposta di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio relativa ai salari minimi adeguati nell’Unione Europea licenziata lo scorso ottobre a Bruxelles, obiettivo del confronto nazionale sarà quello di pronunciarsi sui passi da compiere in materia di retribuzione dei lavoratori.

L’Italia con gli altri Paesi membri dell’Unione è chiamata a garantire condizioni di vita e di lavoro adeguate, per costruire società ed economie eque e resilienti, conformemente all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e ai relativi obiettivi di sviluppo sostenibile. L’adeguamento salariale rappresenta infatti un elemento essenziale del modello di economia sociale di mercato dell’Unione Europea e la convergenza tra gli Stati in questo settore contribuisce alla promessa di una prosperità condivisa nell’Unione.

Adeguare i salari minimi consentirà dunque di apportare vantaggi sia ai lavoratori che alle imprese. La stessa Presidente Von der Leyen ha confermato un indebolimento della capacità remunerativa del lavoro, che si riflette sulla dignità del lavoratore e penalizza l’imprenditoria. Per questo la Commissione presenterà una proposta legislativa per sostenere gli Stati membri nella creazione di un quadro di riferimento per i salari
minimi.