Chiusura del Vog per bancarotta, la Procura chiede il rinvio a giudizio per Senatore

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“Vog” chiude i battenti, per la Procura il colpevole è Sabatino Senatore.
Si appresta ad abbassare definitivamente la serranda il noto negozio di abbigliamento presente a piazza Malta a Salerno. Il “Vog”, uno degli esercizi commerciali più rinomati nel mondo dell’abbigliamento salernitano dovrà chiudere per bancarotta. E intanto la Procura si scaglia contro Sabatino Senatore, ex numero 1 di Confcommercio Salerno nonché consigliere della Camera di commercio e membro di giunta nella fondazione Carisal. Una sola la richiesta: rinvio a giudizio.
Secondo quanto riportato dal quotidiano La Città il sostituto procuratore Vittorio Santoro ha chiesto il rinvio a giudizio per Senatore con l’accusa di bancarotta fraudolenta. Durissima l’ipotesi formulata dall’accusa: nel tempo sarebbero state sottratte alle casse della società ben 780mila euro circa, con l’obiettivo di non pagare i creditori.
Nel 2013, precisamente il 7 Febbraio, la “Vog srl” dichiarò fallimento per circa più di un milione di euro. La situazione scatenò un vero e proprio polverone: mentre per i salernitani fu una vera e propria doccia fredda (soprattutto per molti clienti affezionati), la cosa allarmò non poco i creditori, che si videro quindi col rischio di non poter più recuperare nessuna delle somme che avrebbero dovuto riscuotere. Il danno patrimoniale fu da subito quantificato come estremamente ingente, e le polemiche infuriarono.
La società finì nelle mani della curatela fallimentare, mentre la gestione dei negozi fu affidata ad una nuova ditta, di cui lo stesso figlio di Senatore ne era e ne è ancora amministratore. La curatela, dal canto suo, ha provveduto ad un lento recupero del credito, vantandolo nei confronti della società. La quale, mensilmente, effettua un congruo versamento di denaro.
Con Sabatino Senatore (che ha amministrato la società dal luglio del 1994 al gennaio del 2012) è imputata anche la moglie Assunta Memoli, che gli è succeduta nell’incarico fino alla data del fallimento, praticamente appena un anno dopo.
A decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio sarà il giudice Renata Sessa nell’udienza preliminare fissata per la fine di ottobre.