Baratto con le lacrime agli occhi, Arleo al vetriolo

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Umori decisamente antitetici per loro, i due tecnici. Uno ha festeggiato la salvezza, l’altro non si è congedato come avrebbe voluto dal proprio pubblico.

Il primo a presentarsi in sala stampa è Giovanni Baratto. “Ho sempre creduto nella salvezza, sin dal primo giorno, a dispetto di quanti invece ci davano per spacciati. Merito di tutti per il traguardo centrato oggi, dal presidente al magazziniere. Fantastici però, lasciatemelo sottolineare, i miei ragazzi. Hanno dato tutto, senza mai mollare, anche quando la situazione pareva seriamente compromessa. Cosa è successo nel primo tempo? La tensione ci ha giocato un brutto scherzo. Il fatto di dover vincere a tutti i costi ci ha frenato mentalmente. Chi non è abituato ad affrontare gare del genere, inevitabilmente ne paga il prezzo. Onore e merito anche al Picerno, oltre che al Bisceglie, che hanno onorato il campionato fino alla fine. Nell’intervallo ho semplicemente provato a rimettere le cose a posto nella mente dei miei ragazzi. Io non mollo mai e volevo che loro ci provassero fino alla fine, indipendentemente dal risultato. La mia conferma sulla panchina della Turris? Fino ad oggi ho pensato solo alla salvezza. Una salvezza che voglio dedicare a mio padre”.

Poi il tecnico lucano pasquale Arleo. “Tanti rimpianti per non esser riusciti a realizzare un’impresa che inizialmente pareva impossibile, ma che ad un certo punto del campionato è sembrata realizzabile. Abbiamo perso il treno giusto ad Isola del Liri. Dispiace per questa gente, ma abbiamo dato tutto. La gara di oggi? Nel secondo tempo qualcuno mi ha fatto arrabbiare. Se resto io anche il prossimo anno, sarà rifondazione totale. Questi tifosi lo hanno capito che di me possono fidarsi, anzitutto come uomo, poi come allenatore. Non so cosa sia successo negli ultimi venti minuti. Ai posteri l’ardua sentenza. Per fortuna dei miei ragazzi, di qualcuno almeno, non li ho rimproverati né toccati. Sto contando fino a 10mila per non sbagliare. Accetto il verdetto del campo, ma non alcuni atteggiamenti. Deluso da venti minuti di autentica follia, a dispetto di tutte le motivazioni che animavano la Turris. Il pubblico della Turris? Dieci a quei tifosi”.