“Solo Berger volle vedere Ayrton Senna dopo l’incidente”. Lo racconta Giovanni Gordini, medico anestesista e attuale direttore del dipartimento di emergenza dell’Ausl di Bologna. In quel maledetto primo maggio di 25 anni lui era in servizio a Imola. “Un infermiere mi chiamò via radio per avvertirmi dell’incidente al Tamburello, io era in tribuna dopo la partenza. Intervennero prima i medici di pista, tirarono Ayrton fuori dalla macchina in tempi rapidissimi, gli tolsero il casco, gli misero la via venosa e gestirono le vie aeree”. Poi lo stesso dottor Gordini salì in elicottero per trasportarlo all’ospedale Maggiore di Bologna: “Già sul veivolo gli facemmo una tracheotomia e durante il trasporto Senna ebbe quasi un arresto cardiaco. Il problema, arrivati in ospedale e sottoposto alla Tac, era la situazione cerebrale, che subito risultò gravissima”.
L’unico collega di Ayrton che arrivò al Maggiore di Bologna fu Berger: “Quella cosa mi colpì molto”, racconta il dottor Gordini.

