Angri, tentata violenza su una 16enne. Versioni contrastanti in aula

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Due versioni differenti quelle ascoltate ieri in aula, nella prima udienza valida per il processo a carico di un 47enne di Angri, imputato per aver tentato di violentare una ragazzina di 16 anni. L’episodio si consumò lo scorso 5 luglio, con l’arresto in flagranza dell’uomo, oggi difeso dall’avvocato Fabio Carusone. Si era rifugiato in una lavanderia, avendo rischiato poco prima il linciaggio dal padre della presunta vittima. Davanti al giudice sono comparsi ieri mattina i primi testimoni. Il padre della 16enne, che ha spiegato di essere corso fuori dalla sua abitazione avendo udito le grida della figlia e riferendo di aver visto quest’ultima e il 47enne, distesi a terra. Una volta raggiunti entrambi, avrebbe colpito l’aggressore con una testata. Un racconto diverso ha invece fornito una seconda persona, un testimone che pure intervenne in soccorso della ragazza. Ai giudici del collegio, ha dichiarato di aver visto l’uomo in piedi, chiudersi i pantaloni e scappare.

Il processo riprenderà a novembre, con la testimonianza chiave della persona offesa. Erano le 11.30, quando la ragazza si trovava fuori dal cortile di casa. Nel giro di un paio di secondi, fu aggredita alle spalle da uno sconosciuto. Finirono entrambi a terra, con il secondo che provò ad abusare di lei, riuscendo per un attimo a palparle i seni e a sfiorarle le parti intime. Per un pò, stando alle indagini, la vittima fu impossibilitata a muoversi. La stessa fu tuttavia strappata dalle grinfie del 47enne grazie all’intervento dei familiari e alcuni conoscenti, intervenuti perché attirati dalle sue urla. Il gran trambusto distolse l’attenzione in primis del padre della vittima, accorso all’esterno per salvare la figlia. L’uomo rischiò il linciaggio, che evitò mettendosi al sicuro in una lavanderia. La ragazzina fu trasferita in ospedale, dove le furono diagnosticati 7 giorni di prognosi. Stessa sorte per l’imputato, che nella colluttazione riportò ferite alla testa e al braccio. I carabinieri di Angri lo arrestarono all’interno dell’esercizio commerciale.

L’uomo, che si trova tutt’ora in carcere, aveva già dei precedenti per stalking e pare fosse stato denunciato per fatti simili che poi, dopo quell’episodio di luglio, lo portarono poi dietro le sbarre. Nel corso dell’interrogatorio disconobbe la circostanza di aver provato a violentare la 16enne, spiegando invece che era stato aggredito da un gruppo di uomini che gli avevano intimato di lasciare quel cortile.