Una lettera alla moglie. L’ha pubblicata sulla propria pagina social il sindaco di Scafati Angelo Pasqualino Aliberti in attesa di conoscere la pronuncia del Tribunale del Riesame avverso l’appello proposto dal Pm dott. Montemurro. L’accusa ha proposto gravame contro la decisione del Gip di rigettare la richiesta di applicazione di misura cautelare personale nei confronti, oltre che del primo cittadino, anche del fratello Nello Maurizio Aliberti e di altri coimputati. L’accusa formulata nei confronti degli imputati è quella di voto di scambio politico-mafioso.
Queste le parole che Aliberti ha pubblicamente rivolto alla moglie:
“Cara Monica Paolino, abbiamo, insieme, lavorato per il territorio e per la nostra Scafati. Lo abbiamo fatto con passione, energia, disponibilità al dialogo e trascurando troppo spesso i nostri figli, pur di rispettare gli impegni assunti con chi ci ha sostenuto in questi anni. Nessuno può comprendere la violenza mediatica con cui ci hanno massacrato e distrutto sul piano umano. Pochi ci hanno espresso vicinanza e solidarietà pubblicamente, molti hanno preferito scappare, prendere le distanze: questione di stile. Dobbiamo abbracciare e ringraziare le persone normali, gli amici di sempre, quelli visibili e sconosciuti, quelli che non avremmo mai conosciuto senza questa incredibile vicenda giudiziaria. Loro altri hanno goduto e continuano a farlo: ognuno ha il suo modo di essere o di confrontarsi nello scontro politico. La tristezza più grande è stata non aver potuto continuare a lavorare con la serenità e l’intensità di sempre per la nostra gente. Aspetteremo fiduciosi il giudizio della magistratura in queste ore, nel nostro silenzio, lasciandoci avvolgere dal calore dei nostri veri amici, quelli che ci hanno sempre vissuto come Monica e Pasquale e non come l’onorevole o il sindaco. Grazie di cuore per la vostra umanità”.

