Pagani. Laierno cercava armi e giubbotti antiproiettili su internet prima della rapina

La scoperta fu fatta dopo il sequestro, da parte dei carabinieri, del computer di proprietà del 52enne

0
573

Nicola Sorrentino – Roberta Montanaro

«Enrico Laierno tra l’ottobre 2014 e novembre 2015 aveva cercato notizie su armi, assalti a furgoni blindati e giubbotti antiproiettili». Lo ha dichiarato ieri mattina in tribunale uno dei carabinieri del Nucleo Operativo di Nocera Inferiore, che prese parte alle indagini per identificare il rapinatore che il 28 novembre del 2014 tentò l’assalto al porta valori in Corso Ettore Padovano. Le ricerche sarebbero state effettuate su di un forum privato. La scoperta fu fatta dopo il sequestro, da parte dei carabinieri, del computer di proprietà del 52enne. «Verificammo alcuni link legati alla ricerca di notizie ed immagini relative a rapine ai portavalori di uffici bancari e postali, a furgoni blindati, armi da fuoco, silenziatori e giubbotti antiproiettili». Le perquisizioni subito dopo i fatti, riguardarono oltre al domicilio dell’uomo, anche quello di parenti e amici. E di persone ritenute a lui vicine. L’attività di intercettazione – secondo la testimonianza del carabiniere – provò che dopo la rapina fallita al portavalori, Laierno non fece ritorno a casa. Dalle deposizioni della moglie raccolte dai militari, il 52enne sarebbe uscito quella mattina a bordo di un motociclo con il quale arrivò sul posto, dove sarebbe transitato il furgone portavalori della Cosmopol.

A destare sospetto fu tuttavia la ricerca – sempre in rete – di un’arma da fuoco. Si trattò di una Beretta, modello 38, calibro 19 x 9. Il maresciallo dei carabinieri ha sostenuto in aula che – in base ad una comparazione fotografica – quell’arma fu la stessa che Laierno avrebbe avuto il giorno della tentata rapina. L’oggetto – non ha escluso il teste – potrebbe anche essere stato modificato. I bossoli rinvenuti sul luogo della sparatoria (tra, si presume, Laierno e le guardie giurate della Cosmopol) furono invece sottoposti ad un esame balistico per compararli con quelli di una rapina avvenuta nel settembre 2011 a Pontecagnano. L’esame fu effettuato dal Ris di Roma. Quello e altri episodi, finiranno in un’informativa dei carabinieri coordinati dalla Dda, nella più nota indagine ribattezzata “Fabbro”. E dove Laierno e altri sono usciti assolti. Il processo proseguirà a luglio con l’audizione delle guardie giurate che risposero al fuoco, sventando di fatto l’assalto al portavalori