250mila tonnellate di rifiuti smaltiti illecitamente. Coinvolti imprenditori e professionisti

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I militari del comando carabinieri per la Tutela dell’Ambiente e della polizia metropolitana di Napoli, in collaborazione con i militari del comando provinciale dei carabinieri di Napoli, stanno dando esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Tribunale di Napoli su richiesta della procura distrettuale della Repubblica della Direzione distrettuale antimafia.

Dall’indagine è emersa l’esistenza nel territorio di Giugliano in Campania, di Quarto e di altre aree limitrofe di “un consolidato sistema, a cui hanno aderito a vario titolo imprenditori e professionisti, dedito alla commissione di una pluralità di reati di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti attraverso la predisposizione di falsi documenti di trasporto e falsi certificati di analisi”, fano sapere i carabinieri. Secondo le indagini, è stato così consentito “lo smaltimento illecito nella cava San Severino e nella cava Neos di Giugliano in Campania di oltre 250mila tonnellate di rifiuti, così da garantire un ingiusto profitto di alcuni milioni di euro derivante dal non sopportare i costi dovuti per lo smaltimento dei rifiuti presso i siti autorizzati”. Trentanove, complessivamente, gli indagati mentre sono stati disposti gli arresti domiciliari per 15 persone.

Le indagini sono partite dalle verifiche effettuale dal Nucleo operativo ecologico dei carabinieri di Caserta in seguito ad un esposto anonimo nel quale veniva denunciata un’attività di raccolta, stoccaggio e commercio di inerti da demolizione.