La Preside: chi è Eugenia Carfora?
Debutta domenica 12 gennaio 2026 in prima serata su Rai 1 “La Preside”, la nuova miniserie con Luisa Ranieri ispirata a una storia reale che arriva dritta allo stomaco. Al centro del racconto c’è Eugenia Carfora, dirigente scolastica di Caivano, diventata simbolo di resistenza civile e riscatto educativo in uno dei territori più complessi d’Italia. Una storia che nasce da un documentario, attraversa la realtà e approda alla fiction senza perdere forza.
Chi è Eugenia Carfora, la vera preside di Caivano
Eugenia Carfora è una dirigente scolastica napoletana che ha legato il suo nome all’Istituto superiore Anna Maria Ortese, situato in un’area considerata tra le più difficili dell’area nord di Napoli, a ridosso di una delle più grandi piazze di spaccio d’Europa.
Quando accetta l’incarico, la scuola è segnata da numeri drammatici: altissima dispersione scolastica, studenti che smettono di frequentare, famiglie rassegnate, istituzioni spesso assenti. Carfora sceglie di non limitarsi al ruolo formale di preside e trasforma il suo lavoro in una missione quotidiana.
Non resta dietro una scrivania. Esce, bussa alle porte, va casa per casa a cercare ragazzi e ragazze che hanno abbandonato la scuola. Li chiama per nome, li convince a tornare in classe, usa perfino un megafono per farsi sentire nei vicoli. Il suo obiettivo è semplice e radicale allo stesso tempo: dimostrare che esiste un’alternativa.
La scuola come baluardo contro la rassegnazione
Per Eugenia Carfora la scuola non è solo istruzione, ma l’unico vero argine al destino già scritto per molti giovani di quei quartieri. La sua azione rompe equilibri consolidati, crea resistenze, espone a critiche e isolamento. Ma i risultati arrivano.
L’Istituto Ortese diventa progressivamente un presidio di legalità e di possibilità. Aumentano le iscrizioni, diminuisce l’abbandono, la scuola torna a essere vissuta. Non come un obbligo, ma come uno spazio sicuro in cui immaginare un futuro diverso.
La preside porta dentro la scuola attività, regole chiare, dialogo costante con gli studenti. Pretende molto, ma offre altrettanto. La sua idea è netta: nessun ragazzo è irrecuperabile, se qualcuno è disposto a non arrendersi prima di lui.
La Preside, la nuova serie Rai con Luisa Ranieri
“La Preside” è ambientata nella periferia di Napoli e racconta una scuola di frontiera, stretta tra dispersione scolastica, povertà educativa e criminalità. Luisa Ranieri interpreta Eugenia Liguori, personaggio liberamente ispirato a Eugenia Carfora, una donna che ha scelto di non voltarsi dall’altra parte.
La serie nasce da un’intuizione di Luca Zingaretti dopo la visione del documentario di Domenico Iannacone “Come figli miei”, dedicato proprio alla dirigente scolastica di Caivano. Un racconto che ha colpito profondamente l’attrice e il marito, al punto da trasformarsi in una miniserie prodotta da Zocotoco, Bibi Film e Rai Fiction e diretta da Luca Miniero.
La trama segue l’arrivo della nuova preside in un istituto segnato dall’abbandono, dalla sfiducia e da aule spesso vuote. Una scuola che nessuno voleva dirigere e che diventa il centro di una rivoluzione silenziosa ma ostinata.
La forza della storia di Eugenia Carfora colpisce prima il pubblico del documentario di Iannacone e poi chi decide di raccontarla in una serie tv. “La Preside” non nasce per creare un’eroina irraggiungibile, ma per mostrare cosa accade quando una persona normale sceglie di fare fino in fondo il proprio lavoro.
Luisa Ranieri costruisce un personaggio intenso, concreto, lontano da ogni retorica. Una donna determinata, a volte scomoda, spesso sola, ma mai rassegnata. Il racconto televisivo mantiene un legame forte con la realtà, mostrando le contraddizioni, la fatica e il prezzo umano di certe scelte.
Perché la storia di Eugenia Carfora parla a tutti
La vicenda della preside di Caivano non riguarda solo una scuola o un territorio. Parla di istruzione come diritto, di responsabilità dello Stato, di adulti che scelgono di esserci davvero. Parla anche di giovani che, se intercettati in tempo, possono cambiare strada.
Eugenia Carfora lo ripete da anni: ogni ragazzo riportato a scuola è una vittoria per l’intera società. La sua proposta di estendere l’obbligo scolastico fino ai 18 anni nasce proprio dall’esperienza diretta sul campo, dove l’abbandono coincide spesso con l’ingresso precoce in circuiti di illegalità.
“La Preside” arriva in tv come una storia necessaria, in un momento in cui il tema della dispersione scolastica è più attuale che mai. Non offre soluzioni facili, ma mostra cosa significa non rassegnarsi. E ricorda che, a volte, cambiare il destino di un territorio può iniziare da un’aula, una porta bussata, una voce che chiama per nome.

