Un Parlamento di nominati, attraverso il perverso sistema delle liste bloccate, rischia di assecondare il premier laddove passasse la riforma Meloni. Lo sostiene con nettezza in un suo intervento l’ex parlamentare e noto penalista Guglielmo Scarlato.
Scrive Scarlato: “Perorare l’ elezione diretta del Presidente del Consiglio richieda compensarne il potere, fatalmente ingigantito, con la salvaguardia di un Parlamento forte, libero e denso di spirito critico. Un Parlamento eletto con liste bloccate non ha di certo queste caratteristiche. Un Parlamento di “nominati “ è un Parlamento gravato da sensibilità ancillare verso i capi partito che compongono le liste. Tra essi non può che collocarsi il Presidente del Consiglio così come partorito dal disegno riformatore. Questi, a seguito del successo elettorale, è accompagnato da un premio di maggioranza che, allo stato, assegna a quanti lo abbiano sostenuto il 55 per cento dei seggi. E ciò senza che sia imposto un limite minimo dei consensi idoneo a far scattare il premio”.
Il rischio, quindi, è concreto e Scarlato lo ribadisce: “Se il sistema elettorale per l’elezione dei parlamentari dovesse continuare a svolgersi in gran parte con liste bloccate il Presidente del Consiglio, componendo le liste e decretando, di fatto, parte rilevantissima degli eletti, avrebbe il controllo quasi integrale del Parlamento”.
La conseguenza è chiara: “Un Parlamento senza voci libere, senza spiriti pronti al dissenso, senza sensibilità estranee all’obbedienza ad ogni costo non esercita la funzione di controllo dell’ Esecutivo e finisce per tradire l’impianto costituzionale. Occorre allora prima cambiare la legge elettorale e cancellare la vergogna delle liste bloccate. Solo dopo si potrà procedere ad una riforma dell’Esecutivo, valutando anche (ove lo si voglia) l’introduzione ponderata di elementi di presidenzialismo”.
In conclusione: “Rafforzare i poteri di organi costituzionali richiede opportuni contrappesi. Una democrazia matura non sopporta poteri senza controllo o sottoposti a controllo solo apparente. Una democrazia matura richiede equilibrio tra i poteri presidiato dall’azione trasparente degli spiriti liberi. Tutto questo è incompatibile con le liste bloccate”.

