Falsi incidenti stradali per ottenere risarcimenti dalle assicurazioni

Dall'agro al napoletano, quattro le compagnie truffate. 60 le persone che rischiano il processo

0
778

Simulavano falsi incidenti per ottenere grossi risarcimenti dalle compagnie assicurative. La cifra stimata si aggirerebbe sui 300 mila euro. Quattro invece le compagnie truffate, con 60 persone che ora rischiano il processo. La richiesta di rinvio a giudizio l’ha avanzata la procura di Vallo della Lucania, con le indagini coordinate inizialmente da quella di Nocera Inferiore. L’attività investigativa è durata circa cinque anni, con una denuncia giunta ai carabinieri dell’allora maggiore Matteo Gabelloni, che stavano già ricostruendo diversi filoni investigativi incentrati su truffe combinate attraverso falsi sinistri stradali. Il lavoro dei militari portò alla scoperta di una nuova attività, con al centro diversi avvocati civilisti impegnati a consumare truffe non solo nell’Agro nocerino, ma anche nei comuni di Castellabate, Capaccio e del napoletano. Le accuse vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla falsa testimonianza e al danneggiamento fraudolento. Ad architettare i raggiri ci avrebbero pensato gli avvocati, con la complicità di fiancheggiatori, falsi testimoni individuati per mentire davanti ai giudici di pace e anche medici di base, che firmavano false perizie per certificare danni in realtà mai conseguiti

Ad incastrare molti degli indagati, fu tuttavia la mancata corrispondenza tra le cure prescritte e il mancato pagamento del ticket sanitario. Oltre all’assenza di riscontro per ricoveri per lesioni da incidenti stradali presso alcuni ospedali, proprio nei giorni in cui erano partite le denunce per i sinistri. Nelle centinaia di carte dell’inchiesta, fece scalpore il caso di un minore, coinvolto suo malgrado in una falsa testimonianza legata ad sinistro stradale, per volere del padre. Il lavoro delle due procure fu lungo e complicato, con l’eventuale processo che potrebbe essere anche spacchettato con alcuni stralci. La richiesta di rinvio a giudizio sarà valutata il prossimo 26 ottobre dal gup.

Nicola Sorrentino