Cava de’ Tirreni – Disposto l’abbattimento di ben 44 arbusti

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Il giornalista Livio Trapanese, in un post sulla sua pagina Facebook, rende noto che: «La civica Amministrazione, a mezzo del Dirigente del IV Settore, ci informa dell’abbattimento di 44 alberi d’alto fusto.

L’Ingegnere Antonio Attanasio, Dirigente del IV Settore, ad esito delle approfondite indagini agronomiche di stabilità, fatte eseguite su oltre 220 esemplari arborei cittadini, ha disposto, a partire dai prossimi giorni, l’abbattimento di 44 esemplari di grandi dimensioni.

Le operazioni saranno condotte con la massima speditezza e, compatibilmente con le condizioni meteo, proseguiranno rapidamente fino al completamento.

Gli esemplari da abbattere sono stati segnati con vernice rossa, ben evidente sul tronco. Stante l’allerta meteo, nelle more delle operazioni di abbattimento, la cittadinanza è invitata a mantenere comportamenti improntati alla massima prudenza, evitando lo stazionamento ed il transito nei pressi degli esemplari da abbattere.

L’attività sarà costantemente monitorata dal Servizio Verde Pubblico che eseguirà anche l’intervento di piantumazione di nuovi esemplari».

Il Comune, nell’ambito delle attività di controllo e monitoraggio degli esemplari arborei cittadini iniziata già da anni, predispone nuove indagini sugli alberi ad alto fusto che potrebbero risultare pericolosi per la pubblica incolumità (almeno 44 esemplari dovranno necessariamente essere abbattuti e per altri 54, invece, è stata disposta attività di manutenzione e potatura).

100 esemplari sono stati esaminati nel 2018 e 75 nel 2019; tuttavia, l’episodio che è costato la vita al dottor Mollo nello scorso febbraio – considerata la gravità della situazione e visto che l’albero incriminato (un pino di alto fusto della villa comunale “Falcone e Borsellino” di viale Crispi) non era presente nell’elenco degli esemplari a rischio – ha reso necessario “ispezionare gli esemplari non ancora valutati e ri-verificare quelli per i quali era stato prescritto un ricontrollo”.

Ricordi di una Cava che si affretta a scomparire
“Un immenso e ridente giardino, qua e là screziato da piccole borgate e pittoreschi villaggi!”: Così descriveva Cava de’Tirreni Leopoldo Marcello ad inizio secolo. Un piccolo gioiello immerso nel verde.

Tra il tanto verde svettavano già svariati platani. Alcuni di questi “verdi giganti” hanno oggi più di 150 anni e si possono trovare da “Cava centro” a Corpo di Cava, sulla panoramica Rotolo-Maddalena e in tanti altri punti della città.

La storia di come e quando queste piante siano state impiantate nel verde cavese la si ritrova nelle delibere comunali cavesi ed è riassunta nelle “Notarelle Cavesi” curate da Valerio Canonico ed edite nel 1967.

Il Canonico titola il capitolo “QUESTI PLATANI”. Dalle sue ricerche ricaviamo alcuni punti che ci danno una infarinatura sull’argomento. Gli alberi “sacri da Esculapio” furono piantati, nel primo lustro del 1860 (i 20 originari della Villa Comunale nel 1865), dal giardiniere comunale Michele Accarino.

Oltre la Villa ricevettero queste piante: Piazza San Francesco, Piazza Pastore a Pregiato, Corpo di Cava, la via dal ponte di S. Francesco a San Cesario e Arcara. “I platani di rinomanza quasi nazionale partivano dall’Epitaffio, e, con un iter di circa mezzo chilometro, giungevano al Corso, deviavano prima verso la stazione ferroviaria per terminare alla Via Lauro, come si chiamava allora la Via Marchese Atenolfi”.

Un bene certamente da preservare, ove non rechino pericolo, che fanno parte dell’estetica della nostra città. >>> QUI  l’articolo intero  a pagg. 88-89

Antonietta Della Femina