Viserbella, versante Adriatico – “Scusami Mussolini”

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È di domenica scorsa la notizia che vede protagonisti una donna italiana Adji Mbengue e la sua famiglia a cena in un noto locale del versante adriatico di Viserbella.
Dopo aver fatto tutte le loro ordinazioni, il cameriere che aveva preso le comande, chiuso il taccuino, si volta verso un quadro appeso alla parete in cui è raffigurato Benito Mussolini, solleva il braccio teso nel saluto romano e pronuncia le seguenti parole: “Scusami Benito”.

“Avevamo notato il quadro quando siamo arrivati. Ma siamo in democrazia, per me ognuno può manifestare il suo pensiero come vuole – così racconta la donna vittima della follia razzista – Ma quando io e mia sorella abbiamo sentito quelle parole col saluto romano abbiamo perso la testa.

Sono andata dai carabinieri di Imola e ho sporto denuncia. Voglio andare fino in fondo. Lo devo fare per i miei figli, per tutti i bambini che crescono qui e che rischiano un domani di dover avere a che fare con gente così. Siamo neri, sì, e allora? Non abbiamo la peste. Rimini è una città in cui si incontra tutto il mondo. E invece nel 2020 c’è ancora gente che accoglie così clienti colpevoli solo d’avere la pelle nera”.

“Scusami Benito per essere lì a servire dei negri”. A servire 15 persone, di cui quasi la metà bambini, colpevoli d’avere la pelle nera. Peccato, loro in realtà sono tutti italiani, italiani, ma neri. Lavorano in Italia, comprano in Italia, parlano italiano, i loro bambini sono nati in Italia, ma scusami Benito. Avere la pelle nera è una colpa?

Antonietta Della Femina