Boscoreale ai tempi del Coronavirus. Mercato riaperto parzialmente, barbieri versione chirurghi

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Di Alina Cescofra

Boscoreale nel post Coronavirus. O meglio, non  proprio. I positivi restano 2, stesso numero dei casi sospetti. I cittadini in quarantena sono invece 8, mentre in ben 35 sono costretti a restare a casa perché rientrati dal Nord Italia.

A voler abbozzare una maccheronica analisi antropologica, i cittadini si dividono in due tipi: quelli ancora spaventati e iper cautelativi e quelli che vogliono dimenticare. Che ci sono nuove regole alla fine del lockdown ce lo ricordano le mascherine sui volti e i negozianti. Regole obbligatorie, ma inevitabilmente evase. Si può stare al bar solo il tempo del caffè, ma non lo si può prendere con la mascherina, che inevitabilmente viene tolta o spostata. Una precauzione, certo, ma che sa di controsenso soprattutto in vista della riapertura dei ristoranti. Tra una portata e l’altra, nell’attesa, si terrà la mascherina? Però bisogna entrare con il dpi nel locale e farsi misurare la temperatura. Stessa cosa dai barbieri: i clienti non hanno la mascherina e non possono averla. 

E’ ripartito il mercato settimanale. Già la scorsa settimana, con ordinanza comunale in ottemperanza a quella regionale, il sindaco Antonio Diplomatico aveva riaperto la zona mercatale. Gli ambulanti si erano però rifiutati di riaprire, in quanto la riapertura era prevista solo per i venditori di generi alimentari e, per solidarietà verso i colleghi, avevano preferito tenere le bancarelle chiuse. Oggi, invece, gli alimentari ambulamti hanno aperto. In città si pensava ad una riapertura totale, invece i cittadini si sono ritrovati in un’area mercatale quasi vuota. Tutti i venditori di generi non alimentari, come da ordinanza regionale, potranno riprendere la loro attività solo da giovedì 21 maggio. 

Auricchio Francesco, presidente dell’Associazione venditori mercatali di Boscoreale, ha illustrato la situazione. “Il governatore De Luca, per noi non alimentaristi, ha fatto slittare la ripartenza a giovedì. Quindi al 99% martedì saremo anche a  Boscoreale. A breve verremo contattati dal sindaco e dal capo del Coc per avere le linee guida, da rispettare”. Il presidente continua. “Tutti gli alimentaristi hanno ricevuto le direttive necessarie. È doveroso dire che questa mattina in tanti non volevano ripartire, per motivi diversi e per solidarietà, poi il responsabile della categoria alimentarista ha fatto sapere che qualcuno aveva deciso di riaprire. In realtà sono in pochi, nemmeno la metà, ma era giusto che ognuno avesse la libertà di scegliere cosa fare”. “L’area è sotto controllo, ci sono i vigili e i carabinieri che monitorano. Inoltre, vista l’ampiezza dalla zona si sta pensando di creare dei percorsi pedonali a senso unico per entrare ed uscire”. Il presidente Auricchio resta fiducioso in attesa di disposizioni da parte dell’amministrazione comunale.

Con la riapertura dell’isola ecologica, ovvero il centro raccolta dei rifiuti gestito dall’azienda municipalizzata Ambiente Reale, la questione ‘città sporca’ potrebbe vedere la fine. Ma siamo scettici. Oggi, infatti, il centro raccolta di via Gesuiti ha riaperto i cancelli ed è stato preso d’assalto dai cittadini, quelli civili che non hanno sversato per strada. Seppure i giorni resteranno invariati, martedì, giovedì e sabato dalle ore 7 alle 14 ci saranno nuove disposizioni da osservare che prevedono: Accesso consentito ad una sola persona o ad un solo autoveicolo/motoveicolo alla volta; misurazione della temperatura all’accesso (divieto di ingresso se la temperatura è uguale o superiore a 37,5°); rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro e mezzo tra le persone; utilizzo obbligatorio di mascherina e guanti.

La riapertura ha causato lunghe file di autovetture all’ingresso del sito ed ha coinciso con una maggiore attenzione prestata dagli operatori ecologici nella raccolta dei rifiuti per le strade cittadine, al netto di telefonate e corteggiamenti vecchio stile.