Pagani – Ping pong di responsabilità. Bottone e La Femina rispondono alle accuse della maggioranza

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“Faccia tosta! Ci vuole proprio una bella faccia tosta a negare il fallimento totale dell’amministrazione del cuore.”

Comincia così la lunga nota a firma dell ex sindaco di Pagani Salvatore Bottone e dell’ex assessore al ramo finanziario Raffaele La Femina.

La nota giunge a qualche giorno dalla missiva che la Corte dei Conti ha inviato ai vertici di palazzo San Carlo, in cui deferisce il Prefetto Francesco Russo per il mancato scioglimento del consiglio comunale di Pagani e in cui si manifestano gravi inottemperanze a livello amministrativo e di gestione.

In particolare si legge: «l’incuria dello squilibrio strutturale della complessiva decisione di bilancio, palesata dalla mancata approvazione del rendiconto 2018 e dalla approvazione al buio del bilancio di previsione 2019/2021, sono gravi scostamenti rispetto all’esigenza sistemica unitaria dell’ordinamento e, soprattutto, una negazione del legame fiduciario che caratterizza il mandato elettorale e la rappresentanza democratica degli eletti».

Da qui, una serie di botta e risposta si sono avvicendati in queste ultime giornate, tra accuse e vecchi dissapori. Uno scarico di responsabilità e di competenze tra maggioranza e opposizione.

L’ultima nota arriva dall’ex sindaco Salvatore Bottone e dall’assessore al bilancio della sua giunta, Raffaele La Femina.

“Avere il coraggio di dare le colpe del disastro attuale in seno al comune di Pagani alla passata amministrazione e non rendersi responsabili del fallimento in corso è un’eresia!” – continua il comunicato che spiega: “il bilancio di previsione 2019 è stato approvato, con senso di impegno e responsabilità dall’amministrazione Bottone, prima del ballottaggio, al fine di consentire l’avvio di attività per le quali, con grossi sacrifici, erano state stanziate delle risorse e l’approvazione sarebbe servita a garantire il proseguimento delle attività dell’azienda consortile Agro Solidale in favore dei cittadini e a consentire l’invio degli avvisi per la tassa rifiuti e le notifiche per le contravvenzioni.

Quel bilancio aveva come termine di scadenza originario, come al solito, il 31/12/2018, termine poi prorogato al 30/04/2019. Il rendiconto aveva come scadenza il 30/04/2019.

Gli uffici comunali, dunque, ed in particolare l’ufficio finanziario, lavoravano parallelamente al bilancio di previsione ed al rendiconto. Per quest’ultimo, l’accertamento dei residui non era ancora stato ultimato dai vari uffici. Una volta pronto il dup ed il bilancio di previsione, questi venivano approvati in giunta il 29/04/2019 e veniva convocato il consiglio comunale per darne successiva comunicazione alla Prefettura, nei termini stabiliti dal regolamento comunale.”

La nota prosegue: “Accadde poi che la subentrata amministrazione abbia fin da subito deciso di dichiarare il dissesto finanziario del comune. Sono stati contestati i riaccertamenti fatti dagli uffici, sono stati cancellati i residui attivi che potevano essere mantenuti per dimostrare che il disavanzo non consentiva di raggiungere gli equilibri di bilancio. Con un vero e proprio colpo di mano, in sede di verifica degli equilibri, con un emendamento l’amministrazione (illegittima) ha dichiarato il dissesto in consiglio comunale, senza la relazione dell’ufficio finanziario e senza relazione dei revisori come prevede la legge. Anzi il responsabile finanziario dell’epoca, l’ottimo Dott. Nunziata in quella sede dichiarava esattamente il contrario e cioè che gli equilibri erano rispettati. Per questo motivo non era un buon funzionario e veniva allontanato dall’ente attraverso concessione di mobilità.

La procedura irrituale della dichiarazione di dissesto paralizzava le attività dell’ente già di per sé bloccate per le famose vicende di decadenza e per le lotte interne alla maggioranza. Dopo la diffida di Sua Eccellenza il Prefetto, l’amministrazione approvava in giunta il rendiconto dell’anno 2018. Tale atto non è mai stato portato in consiglio comunale.”

Questo l’excursus delle vicende che hanno portato agli accertamenti dei magistrati contabili che si conclude: “Cari politici, carissimi leoni da tastiera sui social…spiegate allora perché mai un’amministrazione avrebbe approvato in consiglio un bilancio di previsione con dati farlocchi quando poi quelle stesse persone sarebbero state protagoniste della nuova campagna elettorale al fine di restare alla guida della città;
spiegate altresì come sarebbe possibile preparare un bilancio farlocco ed ottenere il parere favorevole del collegio dei revisori;
Siete a conoscenza delle attribuzioni di competenze al sindaco, alla giunta ed ai responsabili di settore?
Siete a conoscenza dell’iter di formazione di un bilancio di previsione e di un rendiconto? Siete a conoscenza che esiste una continuità negli atti amministrativi e non si può dire “spettava a loro approvare il rendiconto e noi non lo approviamo”?

Evidentemente non c’era tempo per dedicarsi a questi atti inutili, bisognava organizzare le feste, il Natale e spartirsi gli interessi sulla città.
Ed è evidente altresì che la serietà appartiene a pochi.
Quello che dovrebbe contraddistinguere una buona amministrazione è l’attaccamento alla città, il rispetto delle Istituzioni e delle leggi dello Stato…ma tutte queste caratteristiche è ormai palese che non albergano in chi in nome del “cuore” ha prima tradito e poi abbandonato questa città.”

Intanto, la triade commissariale in seno al comune di Pagani dovrà inviare alla Corte dei Conti, entro la giornata di oggi, tutti i documenti relativi alla contabilità dell’ente e lo stesso prefetto Francesco Russo, dovrà relazionare sulle procedure di scioglimento del consiglio comunale.