Coronavirus Angri – da domani la città potrebbe ritrovarsi senza sindaco

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L’ex Presidente del Consiglio Comunale Gianluca Giordano aveva comunicato la rinuncia al ricorso presentato al Consiglio di Stato contro il sindaco Cosimo Ferraioli. Ecco le sue dichiarazioni: “ Darò mandato al mio avvocato di rinunciare al ricorso presentato presso Il consiglio di Stato riguardante la mancata approvazione del rendiconto 2019 e le relative conseguenze. Nonostante sono tuttora convinto delle ragioni giuridiche alla base di tutto ciò, sono però ancora più consapevole della fase storica, drammatica ed emergenziale che sta attraversando il nostro Paese e che non ha purtroppo risparmiato Angri. Questo per ribadire con fermezza che in un momento come questo mai avrei pensato di porre al centro del dibattito pubblico una questione giuridico-politica, seppur convinto delle mie ragioni non ho in alcun modo fatto richiesta di abbreviazione termini. Quest’ultima, come molti addetti ai lavori sanno, sono fasi riguardanti iter giudiziari iniziati molto prima dell’emergenza e che sono nella esclusiva competenza tecnica dei legali.“

Le cose sembrano non siano andate lisce come l’olio del ripensamento imponeva. Ciò avrebbe spinto il sindaco in carica a non ringraziare Giordano – come in tanti gli avevano chiesto – ma addirittura ad attaccarlo. Cosimo Ferraioli, usando il suo spazio social e premettendo che non avrebbe parlato di Coronavirus e che quindi i non interessati potevano evitare di ascoltarlo,  ha annunciato: “ Ho il dovere di informare i miei concittadini che tra poche ore potrei non essere più al mio posto, ho il dovere di farlo e di ribadirlo in questa fase di emergenza sanitaria. Il 23, cioè, domani, il Consiglio di Stato, ricongiungendo i ricorsi, si pronuncerà comunque sull’istanza di Giordano, anche se il diretto sostiene di aver rinunciato e dà la responsabilità al suo legale di non aver provveduto in tempo alla marcia indietro, ipotesi tra l’altro poco credibile. La vicenda di questi ultimi giorni mi dà l’idea di un fuochista che abbia innescato una vera e propria miccia, accorgendosi poi del danno che lo scoppio può fare abbia tentato di disinnescarla senza riuscirvi o senza voler riuscire. Sarò comunque al mio posto fino a domani, attendendo la sentenza“. Se passasse il ricorso, dunque, la città si ritroverebbe con un commissario prefettizio.